La Cina chiude siti a luci rosse

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Nel 2007 sono stati chiusi oltre 40mila siti pornografici e arrestate 868 persone legate al cybersex

Nel 2007 in Cina sono stati chiusi 44mila siti a luci rosse: 868 persone sono state arrestate. Il porno crackdown era stato preannunciato dalle autorità

di Pechino ad aprile

, quando era stata lanciata una nuova campagna anti pornografia online.

Pechino, che con la censura online va a nozze da sempre, vuole tutelare i giovani fra i 210 milioni di utenti Internet cinesi: su Internet un video su tre è a luci rosse , e la Cina non si perde l’occasione di censurare per dare uno stop al boom dei contenuti pornografici sul Web dagli occhi a mandorla.

Il presidente cinese Hu Jintao aveva dichiarato che la diffusione di Internet può minacciare la stabilità sociale.

La campagna anti luci rosse virtuali si estenderà fino a settembre, dopo la fine dei Giochi olimpici. La Cina ha da poco dichiarato guerra anche alla pirateria, invitando una cooperazione internazionale e chiedendo sistemi automatizzati per riconoscere e colpire le violazioni: tra agosto e ottobre 2007 i casi di violazione del copyright sono cresciuti del 60%, e sono stati chiusi 339 siti, confiscati 123 server, e comminate sanzioni da 80mila euro.

Autore: ITespresso
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