La Cina contro Apple

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Trentasei gruppi ambientalisti cinesi mettono Apple nel mirino su due temi scottanti: l’inquinamento e la salute dei lavoratori

Apple, nonostante una nuova trimestrale da record (con 6 miliardi di dollari di profitti), è sulla graticola in Belgio (per via dell’Antitrust) e in Cina (per via degli ambientalisti). Trentasei gruppi ambientalisti cinesi mettono Apple nel mirino su due temi scottanti: l’inquinamento e la salute dei lavoratori nelle fabbriche di componenti per i prodotti Apple. Lo riporta il Financial Times.

Apple è stata inserita in una lista di 29 multinazionali hi-tech e i gruppi ambientalisti giudicano come le aziende rispondono in tema di inquinamento e incidenti ai dipendenti e salute nelle fabbriche delle proprie supply chain.

Anche in Cina cresce l’interesse verso i temi sociali e ambientalisti da parte delle organizzazioni non governative. I 36 gruppi cinesi hanno detto che sono esempi positivi per le risposte che hanno fornito i seguenti colossi ITC: HP, BT, Alcatel-Lucent, Vodafone, Samsung, Toshiba, Sharp e Hitachi.

Non sono state giudicate al meglio: Nokia, LG, SingTel, Sony e Ericsson. Ma nessuno, secondo il FT, sembra essersi comportato tanto male come Apple, aspramente criticata dalle Ong cinesi per essere stata evasiva e aver evitato di rispondere a domande o a cercare soluzioni per i problemi. Apple è stata in passato criticata negli Usa per le tragiche vicende di Foxconn.

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