La Cina ha scelto Sun Java Desktop System come piattaforma standard

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Accordo di partnership pluriennale tra Sun e CSSC: il sistema desktop di
Sun basato su open standard, contribuirà a colmare il «digital divide»
in Asia

Milano, 26 novembre 2003 – Sun Microsystems Inc. annuncia di aver siglato un accordo con China Standard Software Co. Ltd. (CSSC) per la diffusione di Sun Java Desktop System quale ambiente desktop standard nella Repubblica Popolare Cinese. CSSC è un consorzio di aziende tecnologiche cinesi che, con il sostegno governativo, sono impegnate a produrre un sistema software desktop standard che contribuisca a colmare il divario digitale esistente in un Paese di un miliardo e trecento milioni di abitanti. Per raggiungere tale obiettivo, CSSC ha scelto Sun come partner tecnologico. Questo accordo rappresenta il primo passo del programma strategico globale secondo cui Sun intende affiancarsi a tutti i Paesi del mondo per mettere a disposizione di tutti gli utenti IT un ambiente desktop aperto, economico e sicuro. Nazioni come la Cina, la Corea del Sud, il Giappone, il Vietnam, Israele e l’India stanno conducendo programmi e iniziative di incentivazione per migliorare le loro infrastrutture IT e per incrementare la diffusione della tecnologia negli enti pubblici, nell’istruzione e nelle aree territoriali in cui le barriere economiche hanno finora limitato la crescita tecnologica. Con un’azione che punta ad accelerare queste iniziative e colmare rapidamente il divario digitale oggi esistente, Sun ha in programma di collaborare con questi Paesi sul fronte del Java Desktop System. Più in particolare, l’accordo di licenza tra CSSC e Sun Microsystems permetterà al consorzio di distribuire con il proprio brand prodotti desktop basati su Java Desktop System, salvo approvazione all’esportazione da parte del governo statunitense. La Repubblica Popolare Cinese intende installare complessivamente in tutto il Paese almeno 200 milioni di copie di una soluzione desktop basata su standard aperti. L’accordo pluriennale, operativo dalla fine del 2003, prevede la vendita di un numero di postazioni compreso tra 500.000 e un milione di unità all’anno.

Autore: ITespresso
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