La Cina ingrana la quinta sulle autostrade digitali

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Il mandarino potrebbe addirittura soppiantare l’inglese come lingua più
diffusa in Rete

In queste ore si sta divulgando uno studio del Pew Internet & American Life Project che illustra come sarà il mondo nel 2020: Internet sarà ovunque, l’inglese sarà la lingua universale e nasceranno forme di terrorismo basate sul luddismo anti tecnologico. Eppure, in questo scenaio dipinto da 700 esperti di nuove tecnologie, c’è un fattore che non convince:la Rete parlerà ancora inglese nel 2020? L’inglese sarà forse una sorta di Koinè, o lingua universale, ma non sarà la più digitata: a soppiantare l’inglese come lingua più diffusa in Rete, ci penserà il Mandarino. Il cinese metterà il turbo grazie alla crescita vertiginosa della presenza online dagli occhi a mandorla. Già Murdoch nei giorni scorsi ha affermato di avere intenzione di trovare una strada che permetta a MySpace di accedere all’immenso mercato cinese. Ora la conferma di quanto immenso sia il bacino cyber cinese, arriva dai numeri: oltre 790.000 siti cinesi, 124 milioni di navigatori Internet, 55 milioni di computer collegati in Rete; 17 milioni di blogger cinesi. La connessione in Cina sarà mista: WiMax (accessi a 70 Mbit/sec su un’area di 16 milioni di abitanti in Dalian e Chengdu), Power line (in 540 quartieri della città di Pechino, un complesso di circa 150mila utenti), Cable (mercato potenziale di 130 milioni di famiglie che oggi accedono alla Tv via cavo analogica). Il mandarino si candida, e con autorevolezza, come lingua emergente anche su Internet. All’inglese spetterà il secondo posto come lingua franca.

Autore: ITespresso
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