La Cina paga le guardie online per combattere i cyber-dissidenti

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Le guardie del Web, scagliate contro i Net citizen cinesi, guadagnano 5 centesimi di euro, per ogni Post che “ripristini la verità ufficiale” e soffocare sul nascere ogni dissenso in Rete

Forrester Reasearch prevede un’esplosione demografica su Internet, trainata dai paesi emergenti che sorpasseranno definitivamente l’Occidente: 2,2 miliardi di utenti online sbarcheranno sul Web entro quattro anni. Il 43% sarà asiatico, mentre il boom avrà un incremento del 45%.

Già da tempo la Cina ha superato gli Usa: gli utenti Internet in Cina a fine 2008 ammontavano a 298 milioni, in crescita del 42%, e ora hanno abbondantemente oltrepassato i 300 milioni.

Per far fronte al fenomeno dei cyber-dissidenti, oltre alla Grande muraglia digitale messa in piedi (il Great Firewall), la Cina ha adottato una nuova contro-misura: pagare guardie online per combattere i cyber-dissidenti. Le guardie rosse del Web, scagliate contro i Net citizen, guadagnano 50 centesimi di yuan, ossia 5 centesimi di euro, per ogni Post che “ripristini la verità ufficiale“.

In modo da neutralizzare eventuali proteste sul Web, come successo su Twitter contro il filtro Greem Dam.

I piùrecenti casi di censur a cinese hanno coinvolto Skype , Youtube , iTunes , le Olimpiadi di Pechino, oltre ai noti casi di bavagli a Wikipedia, al caso Greem Dam e ai motori di ricerca, quest’ultimi troppo spesso conniventi con i censori.

La censura è comunque globalizzata: ben due dozzine di paesi al mondo la applicano sistematicamente a un ampio spettro di informazioni. E l’Iran, prima delle contestate elezioni fece chiudere 5 milioni di siti Internet .

A fine aprile 2008 la Cina ha scavalcato gli utenti Internet Usa .

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