La class action della blogosfera contro Aol e Huffington Post

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Premio Pultzer all'Huffington Post

I blogger chiedono un risarcimento milionario per aver portato al successo l’Huffington Post. La visibilità senza remunerazione non è compatibile con la vendita dell’aggregatore di blog per 315 milioni di dollari

Prima la rivolta, ora l’azione collettiva. L’Huffington Post dovrà affrontare una class action da parte dei blogger, che non hanno gradito alcune posizioni assunte dall’editor-in-chief Arianna Huffington in seguito all’acquisizione milionaria da parte di Aol. La collaborazione con i blogger era uno dei capisaldi del giornale online di Arianna Huffington. Dopo l’acquisizione per 315 milioni di dollari, è sembrato fuori luogo ai blogger la richiesta (da prendere o lasciare) dio una collaborazione non remunerata, ma solo in cambio di visibilità.

“I blogger dell’Huffington sono stati di fatto trasformati riporta il Guardian- in schiavi moderni da Arianna Huffington“. Con la class action chiedono un risarcimento da 105 milioni di dollari per i 9 mila blogger che hanno portato il blog al successo. La visibilità in cambio di spazio, non è un concetto nuovo: “I nostri blogger utilizzano la nostra piattaforma per assicurare la diffusione delle proprie idee e moltiplicarne le visualizzazioni. La usano proprio come fanno centinaia di persona che partecipano agli show televisivi, per raggiungere il più ampio pubblico possibile“. Ma i blogger, guidati Jonathan Tasini (che portò il New York Times davanti alla Corte Suprema per ottenere la tutela dei diritti d’autore dei freelance online) – non demordono: “Se vogliamo avere una società con una cultura diversificata e viva, dobbiamo assicurarci che le persone che creano contenuti, che siano parole, immagini, disegni o fotografie, siano compensate adeguatamente“.

Nei mesi scorsi Aol aveva acquistato non solo l’Huffington Post, ma anche il blog tecnologico Tech Crunch, per 25 milioni di dollari. E nel 2009 aveva tagliato altri 700 posti di lavoro. Arianna Huffington diventa presidente ed editor-in-chief della nuova Aol. Ma la battaglia con i blogger potrebbe cambiare lo scenario nella blogosfera.

Arianna Huffington
Blogger contro Arianna Huffington
Autore: ITespresso
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