La Class action viene azzoppata e slitta a luglio

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La causa collettiva risarcitoria è stata rinviata per la seconda volta e ne è stata ridotta la portata: lo ha stabilito il Decreto Milleproroghe. La Class action scatterà soltanto per gli illeciti avvenuti dal primo luglio 2008: salvata Telecom Italia?

La Class action non viene proprio metabolizzata dal governo Berlusconi, che, per la seconda volta, la fa slittare di sei mesi. Già rinviata una prima volta, avrebbe avuto il via libera da gennaio : ma niente da fare. La Class action italiana slitta di sei mesi, a luglio: lo ha stabilito il cosiddetto Decreto Milleproroghe e partiràmutilata: scatterà soltanto per gli illeciti avvenuti dal primo luglio

2008. Eppure fu proprio durante il precedente governo Berlusconi che venne approvata alla Camera, il 24 Luglio 2004, con voto bipartisan, la prima norma che introduceva la legge sulla Class Action in Italia, riconoscendo la legittimazione attiva alle associazioni di consumatori ed a quelle di investitori.

Ma la cosa che saltà più all’occhio non è tanto il nuovo rinvio, quanto l’azzoppamento e l’annacquamento del ricorso collettivo risarcitorio: vengono infatti tagliati i margini operativi. Partendo solo dagli illeciti avvenuti dal primo luglio 2008, immaginiamo che la Class action salva innanzitutto Telecom Italia, oltre a tagliare fuori i crac Cirio e Parmalat. Inoltre viene cancellata l’esclusiva alle associazioni dei consumatori nel promuovere l’azione e i giudiciottengono maggiore potere di filtro sull’ammissibilità.

A met giugno si disse che la legge andava migliorata, prevedendo un “percorso di revisione con le parti interessate“: lo confermò i l ministro per le Attività Produttive Claudio Scajola, parlando a margine di un incontro a Palazzo Marino, aggiungendo che “il governo è favorevole al provvedimento“.

In quell’occasione il ministro aggiunse: ”Credo che la Class Action abbia aspetti positivi. Ma così come è e formulata diventa impraticabile per certi aspetti. Bisogna rivedere questi aspetti a tutela dei consumatori, perchè non ci sia una risposta beffarda per chi vuole il riconoscimento dei propri diritti”.

Decisamente contrarie allo slittamento erano state le associazioni consumatori, Adiconsum e Altroconsumo in prima linea. Altroconsumo era già pronta a lanciare la prima Class Action, lo scors 29 giugno, contro Telecom Italia a causa delle bollette gonfiate: aveva già raccolto l’adesione di 3mila consumatori, ma ora la questione si allunga.

Anche Adiconsum aveva bocciato l’ipotesi del rinvio: “In più occasioni abbiamo sollecitato l’approvazione dell’azione collettiva come un deterrente contro le furbizie, i raggiri e le truffe cresciuti in modo esponenziale a danno del consumatore”, aggiungendo: “Uno strumento utile anche alle imprese contro quelle che operano in concorrenza sleale, giocando sul non rispetto dei diritti e sulle pratiche commerciali scorrette“.

Autore: ITespresso
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