La clonazione ed uso improprio dei siti web

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Allarme truffe online creato da una nota diffusa da GlobalTrust – bollettino di sicurezza che però non si limita ad illustrare i pericoli, ma anche le soluzioni

MILANO. Si legge in una nota diffusa da GlobalTrust – bollettino di sicurezza che è ormai tornato alla ribalta il problema relativo ai siti clonati nel contesto relativo alla clonazione delle griffe ed al fenomeno della copia di prodotti e loro vendita clandestina. Secondo la nota, il fatto purtroppo è anche di più vaste dimensioni ed è la punta dell’ iceberg di tutte le truffe che avvengono su Internet che non coinvolgono solo la vendita di prodotti fisici ma un’infinita’ di altre cose tra cui la vendita di copie illegali di orologi, la vendita di copie di abbigliamento, la vendita di Medicine, la vendita di servizi di ogni genere, la vendita di software illegale o copiato spacciandolo per OEM, l’apertura di conti bancari in Banche clonate od inesistenti, persino la semplice acquisizione dei propri dati numero telefonico indirizzo ecc. attraverso la compilazione di un modulo che poi vengono venduti a terzi. L’elenco è lunghissimo e questi fenomeni prima comuni solo nella vita reale si stanno trasformando in normali ma ben più capillari ed estese truffe mai immaginate nella realtà virtuale del web, allontanando gli utenti da Internet. Chi è rimasto gabbato da uno di questi sistemi condanna il mezzo, cioè Internet e non se stesso che non ha usato un minimo di accortezza. Secondo la nota di GlobalTrust spesso l’utente viene tratto in inganno da alcune situazioni perfettamente legali che mascherano in modo molto abile l’attività’ truffaldina. Si pensi all’uso improprio dei certificati digitali ed alla conseguente abile azione criminale di un malintenzionato finalizzata alla realizzazione di un sito web apparentemente regolare che riproduca il marchio delle principali carte di credito nonché di istituti bancari per ingannare il povero navigatore. Addirittura il sito web preparato dal truffatore potrebbe avere la possibilità di offrire lavoro ad affiliati con un sistema informatico semplice da realizzare. Compilando un apposito modulo si diventa affiliati che sono invitati attraverso mail od altro a sollecitare futuri clienti si arriva persino ad offrire delle pagine Web od un intero sito all’affiliato garantendo delle provvigioni su ogni vendita effettuata (una sorta di catena di S. Antonio). La nota conclude sostenendo che però esistono efficaci soluzioni ad un simile problema: basta che l’istituto bancario od altro ente nonché le compagnie di carte di credito autorizzino l’uso delle stesse solo a siti che abbiano ottenuto il certificato digitale da una certification authority autorizzata e sopratutto internazionalmente riconosciuta. Lo stesso sito deve adottare un sistema di autenticazione e validazione rigoroso e conforme alla legge. Difatti le autorità di controllo debbono impedire l’uso di certificati singoli che garantiscono solo il pagamento e non l’identità’ del sito. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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