La CO2 prodotta dalle email

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Anche l’IT inquina: l’Agenzia per l’ambiente e il controllo energetico francese (Ademe) ha calcolato che inviare otto email equivale a fare un Km in auto. Come l’Itc può dare una mano all’eco-sostenibilità

Una volta gli hacker scrivevano il numero opportuno di email, non una di più, e, nel desclaimer a fondo di ogni messaggio, invitavano a non sprecare inutilmente i Bit, ed a scrivere “solo quanto necessario” in assenza di Bit riciclati. L’email ha da poco compiuto 40 anni ed è tuttora viva e vitale, anche nell’era social. Ma anche l’email genera CO2. Se un’email può risparmiarci un viaggio in auto, ricordiamoci che ciascun messaggio di posta elettronica equivale a 19 grammi di anidride carbonica, e otto email generano CO2 quanto un Km in automobile.

Anche l’IT inquina: i server del cloud, di Facebook e dei siti preferiti consumano energia. E’ importante conoscere l’impronta ecologica di tutte le nostre attività online, dallo spedire email all’effettuare ricerche online, dal trasferire file al chiamare in Voip, perché ci rende consapevoli di come limitare la nostra attività senza produrre inutile inquinamento. Nel 2010 sarabbero state spedite circa 107 trilioni di email, con uno spam quasi del 90% e una media di 262 miliardi di email al giorno. Il consumo di Co2 mondiale sarà stato a quota 21 miliardi di tonnellate. Niente di nuovo: già nel 2009 uno studio McKinsey ha illustrato che comunicare via Internet inquina: i data center produrranno più CO2 degli aerei entro il 2020. Internet e il Web 2.0 emettono 160 milioni di tonnellate di CO2 all’anno come l’Olanda e pari allo 0,3% delle emissioni mondiali.

Però ricordiamoci che una video chiamata o una video conferenza può risparmiarci un viaggio in aereo, e dunque l’attività online può essere controbilanciato da un taglio delle emissioni in altre attività offline. Il trucco, come spesso, sta nell’equilibrio. L’importante per l’IT è impiegare datacenter e server farm eco-sostenibili, soprattutto eliminando il carbone e adottando una strategia orientata al risparmio energetico

Green It Conference 2009, Idc ha spiegato che l’Ict “rappresenta oggi circa l’8% di tutto il consumo energetico dell’Unione Europea ed è destinato a crescere del 10% all’anno fino al 2020. In questo lasso di tempo, le emissioni di anidride carbonica associate all’Ict crescerà del 6% all’anno”. L’Ict è un grande inquinatore, in sostanza, può indurre risparmi su altri fronti (trasporti, processi integrati, sviluppo di prodotti “intelligenti”, per fare qualche esempio), ma è lavorando al proprio interno che potrà produrre concreti risultati di riduzione dell’impatto sull’ambiente.

In occasione di Cop15 a Copenaghen, Idc illustrò come l’Information technology e tutto l’Ict potrebbero aiutare a tagliare 5.8 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2020.

Inoltre, in quell’occasione, Idc aveva rilasciato il suo primo ICT Sustainability Index , in cui i paesi del G20 sono stati classificati in base alla capacità di ridurre le proprie emissioni di CO2 attraverso un uso mirato delle tecnologie e dell’ICT. Primo in classifica si piazza il Giappone. La ricerca di Idc, sponsorizzata da Fujitsu, Hitachi, HP, Intel e Schneider Electric, esaminava le potenzialità di ben 17 tecnologie in grado di tagliare le emissioni di CO2 in quattro settori economici (Energia, Trasporti, Industria ed Edilizia) nei 20 paesi più industrializzati del G20.

Nel settore dell’Energy Generation and Distribution, i sistemi (parte delle “Smart Grids“) legati alle rinnovabili (Renewable Energy Management Systems) offrono le migliori opportunità di ridurre le emissioni di CO2. La Cina è in pole position per cogliere questi benefici, arrivando a tagliare 200 milioni di tonnellate di CO2. Nel settore Trasporti, gli investimenti ICT dovrebbero puntare sulla logistica supply chain e sull’ottimizzazione dei trasporti privati. IDC ha identificato negli Usa la più grande opportunità per ridurre le emissioni di CO2 si oltre 500 milioni di tonnellate. Anche l’Edilizia può sfruttare l’Ict, con i sistemi di gestione energetica (Energy Management Systems e Intelligent Building Designs): i risparmi sarebbero dell’ordine del 12%. Nell’Industria, sarebbe sufficiente usare tecnologie di monitoraggio come Intelligent Motor Controllers, in cui la Cina potrebbe essere il paese-guida.

Insomma, l’IT inquina, ma promette anche di ridurre le emissioni nocive per l’ambiente. Quando nel 2007 venne raggiunto il primo miliardo di Pc, il consumo energetico era di 320 terawatt per ora. Ma, secondo Intel, il prossimo miliardo di Pc  userà solo 151 terawats, incrementando di 17 volte le capacità di computing. Il progresso, insomma, cerca di andare a braccetto con l’eco-sostenibilità e il risparmio energetico.

La chiocciola al Moma
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Autore: ITespresso
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