La contraffazione viaggia via e-commerce

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La contraffazione viaggia via e-commerce
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La denuncia di World Bank Group e Assonime: il mercato del falso genera in Italia un fatturato di 6,5 miliardi di euro, con una perdita di cento mila posti di lavoro. Spesso attraverso e-commerce

Il mercato del falso genera in Italia un fatturato di 6,5 miliardi di euro, con una perdita di cento mila posti di lavoro. Spesso la contraffazione viaggia attraverso l’e-commerce. Lo denunciano World Bank Group e Assonime.

La contraffazione viaggia via e-commerce
La contraffazione viaggia via e-commerce

Carta Italia è nata per prevenire la contraffazione nell’e-commerce, grazie a un accordo fra Indicam, Netcomm e il ministero dello Sviluppo economico (Mise). L’obiettivo di Carta Italia consiste nell’individuare i prodotti contraffatti prima della pubblicazione online, per prevenire anche nell’e-commerce la piaga della contraffazione. I firmatari della Carta Italia si sono impegnati ad adottare contromisure anti contraffazione che permettano l’identificazione delle offerte dei prodotti non originali, anche prima dello sbarco in Rete.

Carta Italia rappresenta “un’occasione importante per la tutela non solo dei consumatori, ma anche delle imprese del Made in Italy che vendono sul mercato internazionale”. Ha spiegato il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, sottolineando che con questo accordo “l’Italia diventa il secondo Paese in Europa – dopo la Francia – a offrire tutele di sicurezza dei prodotti non contraffatti sul web”.

L’e-commerce dei prodotti contraffatti rappresenta “una piaga che cresce in maniera costante, andando a inquinare il mercato dell’offerta legale e incrinando la fiducia dei consumatori verso l’e-commerce, giustamente ritenuto il nuovo mercato più promettente per ogni tipo di azienda”, ha precisato Mario Persico, presidente di Indicam. E a parlare in modo chiaro sono le cifre: il fatturato generato dalla contraffazione è pari a 6,5 miliardi di euro, sottrae alle casse dello Stato 5,3 miliardi e produce una perdita di oltre 100mila posti di lavoro nel mercato legittimo. Inoltre, nel mirino dei falsari non c’è più solo il lusso, ma ogni settore, “compresi i prodotti di consumo quotidiano” come medicine e dispositivi elettronici.

Autore: ITespresso
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