La Corte di giustizia europea conferma il doppio binario per l’Iva su libri e e-book

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La Corte di giustizia europea conferma il doppio binario per l'Iva su libri e e-book
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L’IVA è ridotta solo per i libri cartacei e le versioni digitali su cd-rom. Gli e-book hanno IVA più alta. Le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea

La Corte di Giustizia europea conferma che l’IVA è ridotta solo per i libri cartacei e le versioni digitali su cd-rom. Gli e-book sono esclusi. L’avvocato generale della Corte Ue Juliane Kokott conferma il doppio binario per l’Iva su libri e e-book: la direttiva IVA, secondo la Corte, non crea discriminazione perché assicura una parità di trattamento, rispondendo alle perplessità espresse dalla Corte costituzionale polacca. Anche l’Italia, con la campagna #UnLibroèunLibro e il decreto legge, aveva sollevato il dubbio che la doppia tassazione su libri di carta e e-book fosse anacronistica.

La Corte di giustizia europea conferma il doppio binario per l'Iva su libri e e-book
La Corte di giustizia europea conferma il doppio binario per l’Iva su libri e e-book

La direttiva Iva, nei limiti in cui riserva l’aliquota Iva ridotta a libri, giornali e riviste in versione cartacea cosi come ai libri in versione digitale forniti tramite un supporto fisico, è valida“, dichiarano le conclusioni a cui è giunto l’avvocato generale. Esse non sono vincolanti, ma di norma anticipano la sentenza finale: “Per quanto riguarda l’applicazione dell’aliquota normale a tutte le pubblicazioni digitali fornite per via elettronica, fa difetto già la comparabilità stessa fra tali pubblicazioni e le pubblicazioni in forma cartacea” spiega Kokott: “Anche l’applicabilità dell’aliquota Iva ridotta ai libri digitali forniti tramite un supporto fisico, ma non invece ai libri digitali forniti per via elettronica, non configura una violazione del principio di parità di trattamento“. E conclude: “Neppure l’esclusione dall’aliquota Iva ridotta di riviste e giornali digitali forniti tramite un supporto fisico viola il principio di parità di trattamento” in quanto “non sono comparabili né con riviste e giornali in forma cartacea né con i libri digitali su supporto fisico“.

Secondo la Corte, non esiste competizione diretta tra la versione digitale su supporto fisico e la versione cartacea, tuttavia la concorrenza cambia da Stato a Stato e vanno dunque considerate distintamente.

L’e-book potrebbe non superare l’8% a valore nei prossimi anni, secondo Nielsen – AIE, da cui emerge che gli e-book rappresentano il 24% del mercato trade, in Gran Bretagna il 14%. Percentuale che in Germania scende al 4% e in Italia al 3%

Autore: ITespresso
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