La Corte Giustizia UE non estende il copyright alle funzionalità software

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e Finanza
Tribunale di Varese condanna amministratrice sito per diffamazione: ma il reato è stato commesso da un utente

L’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea stabilisce che il diritto d’autore non protegge la funzionalità di un software e un linguaggio di programmazione. Slavata l’interoperabilità. Il caso SAS Institute vs. Wpl

Una opinione dell’avvocato generale, le cui conclusioni sono nella prassi trattate come una sentenza, sostiene che il codice sorgente ed il codice oggetto di un software sono protetti dal diritto d’autore. Ma il copyright non può essere esteso alle funzionalità di un programma perché esse sono assimilabili “alle idee”. L’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea stabilisce che il diritto d’autore non protegge la funzionalità di un software e un linguaggio di programmazione: ”Ammettere che una funzionalità di un programma possa in quanto tale essere protetta equivarrebbe ad offrire la possibilità di monopolizzare le idee’‘.

L’opinione nasce dal caso Sas institute Inc. vs. World Programming Ltd. Sas institute scrive software per database, destinato all’elaborazione di dati statistici. Per personalizzare i dati, gli utentipossono adoperare script applicativi nel linguaggio di programmazione Sas. Ma World Programming Limited (Wpl) ha prodotto Wps che emulava le funzionalità dei moduli Sas, permettendo agli utentoi di accedere ai dati archiviati in Sas, senza dover usufruire dei moduli Sas o riscrivere in un altro linguaggio gli applicativi. Da qui è nata la controversia giuridica in merito alla protezione giuridica europea del diritto d’autore sui programmi per computer. Purché sia originale, si può realizzare un programma che compie le stesse funzioni di un altro. L’importante è non copiare, cioé non violare il diritto d’autore del codice sorgente e del codice oggetto.

A pochi giorni dal discorso di Neelie Kroes, responsabile dell’Agenda Digitale UE, contro l’ossessione del copyright, ecco un altro duro colpo al diritto d’autore classico: il linguaggio di programmazione non può essere tutelato dal diritto d’autore perché ”deve essere equiparato, ad esempio, al linguaggio utilizzato dall’autore di un romanzo”. Ogni romanzo è diverso, si snoda attraverso le sue narrazioni, ma il linguaggio è universale.

L’avvocato generale salvaguardia l’interoperabilità software: chi detiene una licenza d’uso ”può, senza l’autorizzazione dell’autore, riprodurre il codice di tale programma o tradurre la forma del codice di un formato di dati di tale programma per scrivere, nel proprio programma per elaboratore, un codice sorgente che legga e scriva tale formato di dati”.

Sentenza UE copyright

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore