La crisi d’identità di Hp disorienta il mercato Pc

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Le opinioni delle società di analisi nel “caso Apotheker”: Hp può essere differente da Ibm e fare molti profitti, anche nell’era Post-Pc

Le indiscrezioni che provengono dal Cda di Hp sul tramonto dell’era Apotheker, hanno fatto il giro del mondo. Cnet parla apertamente di “crisi d’identità di Hp“. Ad 11 mesi dalla cacciata di Mark Hurd (oggi top manager in Oracle), si profila un nuovo cambio al vertice in Hp, il primo vendor del mercato Pc al mondo, che ad agosto aveva perfino annunciato lo spin-off della divisione Pc. Ma se Apotheker se ne andrà, Hp rimetterà in soffitta anche questo progetto. Oltre a Meg Whitman nel ruolo di Ceo ad interim, sul tavolo del board di Hp ci sono anche altre ipotesi per  vertici del colosso Pc: Todd Bradley, a capo dell’unità PC di Hp, e David Donatelli, a capo di server, storage e networking.

Il Ceo Apotheker aveva delineato una strategia basata sui servizi e sul cloud computing, sul mercato enterprise delle soluzioni e software: una strategia in “stile Ibm”, che aveva ceduto nel 2005 la divisione Pc ai cinesi di Lenovo per rifocalizzarsi nel mercato più profittevole dei servizi. Ma il lato consumer di Hp ha ancora molto da dire, visto che i Pc hanno fruttato 40 miliardi di dollari di ricavi solo un anno fa. Apotheker ha anche chiuso WebOS, comprato solo un anno fa per 1,2 miliardi di dollari (insieme a Palm), dando l’addio ai tablet TouchPad.

Apotheker ha speso anche circa 10 miliardi dollari per acquisire Autonomy, e rendere Hp un’azienda solo software e servizi. Ma secondo gli analisti l’hardware appartiene al DNA di Hp, e non è facile disfarsi facilmente di una componente così radicata nella propria storia. IDC consiglia ad Hp di “non ignorare quale sia il suo valore“. Rodman & Renshaw non usa mezzi termini: “è come un clown privato del circo“. Il modo in cui stanno gestendo il tutto “è tragicomico“, qualcosa che non dovrebbe succedere a un’autentica istituzione della Silicon Valley.

La visione di HP di stare nell’alta “gamma” del software e servizi è una buona decisione, ma nell’era Hurd Hp ha investito poco nella divisione enterprise, ed ora pagano un sovrapprezzo con Autonomy e 3Par. Le radici di Hp sono i PC: lì sono le sue radici e non deve diventare un’altra Ibm. Hp “può essere differente e fare molti profitti”.

UPDATE: Ieri sera Hp ha nominato Meg Whitman Ceo di Hp.

Autore: ITespresso
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