La cyber-condria è l’ultima malattia degli Internauti

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Gli ipocondriaci dovrebbero stare lontani dal Web: lo afferma uno studio di Microsoft Research

Se al primo disturbo, vi tuffate in Rete a cercare sui motori di ricerca a cosa associarlo, e poi, di fronte a diverse possibilità, optate per la più tragica, non siete ipocondriaci: bensì cyber-condriaci. Ovvero ipocondriaci nell’era di Google e di Internet.

Racconta il New York Times uno studio di Microsoft Research, coordinato da Eric Horvitz, da cui emerge che il 2 per cento delle ricerche effettuate in Rete riguardano la salute. Infatti Microsoft e Google hanno investito molto nella e-healt h, i motori di ricerca in camice bianco.

Dopo aver monitorato il comportamento di 515 utenti, è risultato che la maggioranza delle persone tende a mettere in cima ai risultati di ricerca quelli che correlano i suoi sintomi alla patologia più grave, mentre finiscono in fondo quelli più ragionevoli – e quindi statisticamente più probabili. I sintomi ansiosi post-ricerca su Intern et +hanno spesso effetti negativi sulla vita professionale e familiare dei soggetti interessati dalla cyber-condria.

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