La definizione di "bassa risoluzione delle immagini" crea tensione

Autorità e normativeNormativa

Dovrebbe essere un regolamento a spiegare cosa si intenda per bassa
risoluzione e degradata nell’emendamento all’articolo 70 della legge 633/41.

Sarà un regolamento che definirà cosa si intenda concretamente per bassa risoluzione e degradati e per questo sono state tolte queste parole dall’e mendamento al comma 1 dell’articolo 70 della cosiddetta legge Siae . Si tratta di una sorta di marcia indietro che non scalfisce però di fatto il senso dell’emendamento.

“Di certo – spiega Guido Scorza, avvocato – un regolamento non potrà cambiare le carte in tavola e stravolgere il senso delle parole bassa risoluzione o degradati, si potrebbe pensare che un regolamento ribalti i termini bassa risoluzione in alta risoluzione ma non che specifichi meglio cosa si intenda per bassa risoluzione” .

Tutto è iniziato con un emendamento all’articolo 70 della legge 633/41, in particolare, proprio il comma 1-bis recita: “E’ consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet a titolo gratuito di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradati, per uso didattico o enciclopedico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro (…)”. A oggi si sono susseguite botta e risposta tra i vari esponenti politici coinvolti e non su questa vicenda.

Al momento tutto tace ma presto dovrebbero esserci degli sviluppi, dovuti al fatto che proprio l’onorevole Folena sarebbe in procinto di inviare una dettagliata e precisa lettera in cui chiarirà la propria posizione sull’emendamento e sui contenuti impliciti ed espliciti.

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