La differenza di prezzi di iTunes non piace alla Ue

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Apple però difende il listino e la strategia di vendita adottati in Europa

La Commissione europea, forse galvanizzata dalla vittoria Antitrust in tribunale su Microsoft, ora v olge il suo sguardo su Apple. Già nella Ue il connubio forzato tra iPod e iTunes non è mai stato visto di buon occhio. Adesso l’Unione europea critica alcune politiche di iTunes. Alla Ue n on piacciono due elementi: la differenza di prezzo nella vendita dei brani tra la Gran Bretagna (dove il prezzo è in sterline, più alto) e il resto d’Europa (dove il prezzo in euro è inferiore); il fatto che i residenti europei non possano acquistare musica negli iTunes store di altri paesi Ue, ma debbano limitarsi al jukebox del paese di residenza. Nella Ue queste due caratteristiche di iTunes sono incompatibili con il mercato unico? Apple difende la struttura dei listini. Ma a obbligare Apple a mantenere iTunes nazionali solo per clienti residenti, sarebbero le etichette musicali. Ma Apple nega che i contratti vietino vendite cross-country e sostiene che il prezzo britannico è dovuto al tenore di vita elevato degli inglesi, superiore al resto dell’Unione. Gli inglesi pagano infatti 79 pence per ogni brano (pari a 1.58 dollari) contro i 99 centesimi di euro del resto Ue (pari a 1.38 dollari). Ma alla Commissione europea questa discrepanza proprio non va giù

Autore: ITespresso
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