La difficoltà d’investire in innovazione

Aziende

Da una ricerca Sirmi alcune indicazioni sulle difficoltà delle aziende a fruire dei fondi presenti e sul le caratteristiche degli investimenti in Ict in rapporto al tema dell’innovazione

In un clima di difficoltà psicologica, le aziende denunciano un forte ostacolo alla pianificazione di progetti d’innovazione. La percezione corrente, soprattutto da parte delle Pmi, è che i fondi necessari a sostenerla, per quanto disponibili, siano di difficile fruizione e intercettabili con tempi diversi da quelli necessari alle reali esigenze delle imprese. I fondi ci sono e vengono dalla Comunità Europea, dal Governo centrale, da Regioni, Provincie e Comuni, enti pubblici e banche. E ci sono anche fondi privati veicolati dai venture-capital, peraltro ancora poco presenti nel nostro Paese.

Il settore Ict in relazione all’investimento per innovazione ha ancora molte ombre, secondo una ricerca Sirmi del 2005 il 79% delle aziende ha investito in nuovi progetti Ict, ma tra i diversi comparti quello meno attivo è l’industria (69,6%). I principali ostacoli al loro sviluppo sembrano essere: i costi troppo elevati, le barriere culturali, l’incertezza sul ritorno dell’investimento, la mancanza di disponibilità finanziaria e di personale qualificato. E’ significativo che la ripartizione tra gestione dell’infrastruttura e nuovi progetti veda la gestione prevalere con il 62% contro un 38% di nuovi progetti. Questo dato negativo non aiuta, anche perchè non è certo che un nuovo progetto sia anche un progetto innovativo.

A testimonianza del malessere diffuso nei confronti degli strumenti finanziari, la ricerca Sismi indica un dato per cui il 66,1% delle aziende che hanno investito in nuovi progetti Ict ricorrere all’autofinanziamento, mentre solo il 33,9% ha utilizzato finanziamenti esterni. La ricerca indica anche i motivi per cui non si utilizzani finanziamenti esterni: investimenti limitati ( 26,8 %) , politica aziendale (23,2%). I fattori esterni, invece riguardano le seguenti motivazioni: procedure burocratiche troppo complesse, tassi d’interesse e costi eccessivi, diffidenza del finanziatore verso investimenti Ict, tempi di erogazione e di restituzione inaccettabili, richiesta di garanzie eccessive, rischio di conflitto d’interessi con i finanziatori e, infine, finanziamento limitato e inadeguato.

Autore: ITespresso
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