La doppia faccia dell’MP3: condanne penali e primi successi per un servizio a pagamento

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Sono stati convenuti in un giudizio penale di fronte al Tribunale di Sidney tre giovani rei di aver danneggiato il business delle aziende in questione tramite un servizio di file sharing musicale.

Quello del file sharing è un tema assai ricorrente nelle “e-discussioni” delle ultime settimane: se ne è parlato sia per le proposte, più spesso vere e proprie provocazioni, che quotidianamente si fanno largo sulle cronache di tutto il Mondo e più diffusamente in occasione dell’entrata in vigore del D.Lgs. 68/2003 che ha recepito la Direttiva CE 29/2001 c.d. EUCD (European Union Copyright Directive). Se poi il caso Napster (A due eventualità a dir poco eclatanti se si considera che in una simile fattispecie una Corte statunitense ha ritenuto sufficiente un risarcimento di 15.000 dollari. Dall’altra parte abbiamo invece un dato che fa ben sperare le case discografiche: il successo del servizio a pagamento per scaricare musica lanciato da Apple in America per i propri utenti; in sole due settimane sono stati effettuati ben due milioni di acquisti nell’I-tunes Music Store di Jobs resta da vedere se tutto ciò proseguirà per “la retta via”, essendo già stati lamentati alcuni “furti” da parte di hackers pronti a prelevare gratuitamente i files per poi scambiarli con i soliti metodi. Riuscirà a fermarli la minaccia di finire in una prigione “vecchio stile”? [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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