La dura vita dello storage administrator

DataStorage

Si tratta di una figura professionale non sempre contemplata anche in aziende
dove le problematiche storage sono dietro l’angolo. Gli errori che queste
imprese commettono sono quelli di demandare la risoluzione delle difficoltà a
responsabili di altri settori, con i conseguenti limiti ed errori

Tra le nuove figure professionali nate in ambito IT, una delle più recenti è quella dello Storage Administrator. Normalmente i sistemi e le problematiche storage aziendali venivano gestite dai responsabili IT.

Con l’aumento della richiesta di spazio, flessibilità e complessità delle soluzioni storage disponibili si è reso necessario individuare una figura professionale dedicata espressamente al settore. Purtroppo, come è accaduto in ambito security, sono poche le aziende che hanno recepito il cambiamento, mentre la maggior parte continua ad avvalersi di figure ibride che sono costrette a ricoprire numerosi ruoli all’internmo della stessa azienda. Ovviamente un tale approccio prima o poi mostra la corda in quanto le esigenze attuali di una qualsiasi azienda superano le capacità e le conoscenze di un singolo individuo.

La necessità di un accesso continuo a Internet, la crescita del numero di applicazioni enterprise installate e la richiesta di rendere i dati critici disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ha determinato un’elevata richiesta per l’infrastruttura network storage. Le aziende sanno ormai perfettamente che è necessario individuare strategie efficienti ed economicamente convenienti per sfruttare al massimo le tecnologie storage disponibili. Inoltre, è ormai chiaro che la complessità delle attuali tecnologie storage e la crescente pressione sulle risorse interne non possono essere gestite direttamente dalle aziende, a meno che queste non riescano ad individuare o formare una figura professionale espressamente dedicata alla soluzione e gestione delle problematiche storage.

Ecco perché così come dopo un lungo periodo di gestazione si è arrivati a comprendere la necessita di una figura professionale dedicata alle problematiche di sicurezza, prima o poi si accetterà anche la necessità di disporre di una figura analoga dedicata alle problematiche storage.

La mission

Con il termine Storage Management ci si riferisce alla gestione integrata e completa dei dati del Sistema Informativo Aziendale, garantendo allo stesso tempo la sicurezza , l’immediatezza d’accesso, la semplicità di reperimento e di lettura, la razionalità dell’archiviazione, il salvataggio e il back up dei dati. In un mondo dove le aziende si sviluppano in funzione delle loro capacità di rispondere in tempo reale alle sollecitazioni del mercato, lo Storage Management rappresenta un fattore critico di successo. Oltre a crescere in volume, lo storage dati sta facendo anche un drammatico salto di qualità sotto la spinta, principalmente, del bisogno di rendere prontamente e sicuramente accessibili le informazioni relative all’azienda e al suo business a un numero sempre maggiore di utenti, interni come esterni (partner, fornitori, clienti…) all’impresa. Un tale obiettivo si può raggiungere solo con un’architettura che consenta l’accesso ai diversi contenuti informativi aziendali in modo del tutto indipendente da dove questi sono stati originariamente memorizzati e dai sistemi che li hanno creati e che li gestiscono nel tempo. L’applicazione, in altre parole, non deve sapere dove si trovano i dati né in che formato sono, a quale server sono connessi, quale tipo di connettività viene utilizzato, ma riceverli da uno strumento di gestione e controllo capace di accedere a quei dati ovunque essi si trovino. Questo è vero in modo particolare nelle aziende che hanno sviluppato applicazioni di data warehousing, dove vi sono sempre almeno due copie della maggior parte dei dati, una utilizzata dai sistemi operazionali, l’altra (ma spesso ve ne sono anche due o tre, diversamente organizzate) caricata nel data warehouse, da impiegare per analisi di business intelligence o di supporto alle decisioni. Ultimo, ma non meno importante è il problema della disponibilità dei dati. La ‘web economy’ ha moltiplicato le attività che non possono essere condotte se i dati che le supportano non sono accessibili 24 ore su 24. Dove in caso di guasti il recovery deve poter avvenire in pochi secondi e in modo che gli utenti non se ne accorgano; dove non sono tollerabili fermate nemmeno per la normale manutenzione dei sistemi. Data warehouse dell’ordine dei terabyte sono e saranno sempre più comuni, e back-up che durino ore non saranno più accettabili. Per i sistemi di storage dati i nuovi approcci per la protezione, il backup e il recovery dei dati costituiscono una frontiera in piena espansione. Le aziende hanno cominciato a rendersi conto che il riuscire a valorizzare i loro dati dipende in modo determinante da dove sono custoditi e da come ne viene gestita la disponibilità. A garantire tutte le richieste appena descritte e a risolvere i problemi evidenziati è preposta la figura dello Storage Manager aziendale.

Conclusioni

Solo recentemente le aziende anche di piccole dimensioni hanno recepito la mancanza di una figura professionale espressamente dedicata alla gestione e risoluzione delle problematiche storage. Purtroppo tale figura nelle aziende di piccole dimensioni fatica a guadagnarsi una propria autonomia e ancora troppo frequentemente viene sovrapposta o sostituita al generico IT manager. Lo storage administrator dovrebbe invece godere di una propria autonomia e di una precisa collocazione professionale, con piena collaborazione e possibilità d’interazione con i responsabili degli altri reparti IT. Come avvenuto per la figura del Security Manager anche per lo Storage Manager, con il passare del tempo, aumenterà la comprensione del ruolo da parte delle aziende. Ovviamente per non ripetere gli errori vissuti in ambito Security, quanto prima le aziende comprenderanno la necessità di dotarsi di una figura professionale espressamente dedicata alle problematiche storage, tanto prima il nostro paese riuscirà ad allinearsi competitivamente a livello europeo.

Autore: ITespresso
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