Privacy a rischio nell’era del Grande Fratello fiscale e dei Google Glass

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Privacy a rischio nell'era del Grande Fratello Fiscale e dei Google Glass @shutterstock

In Italia parte il Grande Fratello fiscale. In UK si preoccupano per l’invadenza dei Google Glass e dei dispositivi a realtà aumentata. Politici, esperti di diritto e blogger hanno avviato un pubblico dibattito sull’impatto dei nuovi gadget sulla società civile. Contro la fine della privacy, nasce in UK la campagna Stop the Cyborgs

In Italia da oggi i clienti delle banche non potranno più avere segreti con il Fisco. In un Paese come l’Italia a bassa fedeltà fiscale ed elevatissima evasione (ben 120 miliardi di euro all’anno sarebbero sottratti al Fisco, secondo stime), la decisione presa dal governo Monti non scandalizza più nessuno. L’Anagrafe dei rapporti finanziari potrà spiare i conti correnti e i Bot, comunicando tutti i dati –  sui conti correnti e le eventuali movimentazioni, gli investimenti, l’uso di carte di credito e perfino di cassette di sicurezza – all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre. Stanare gli evasori fiscali è una battaglia sacrosanta; ma la privacy dei cittadini, che fine fa? L’Agenzia delle Entrate assicura la gestione dei dati nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, ma l’invasione nella vita privata non può essere negato e crea imbarazzo e fastidio anche a chi non ha nulla da nascondere. Il Grande Fratello fiscale è solo l’ultimo dei dispositivi che mettono a rischio la privacy dei cittadini.

Ieri il primo Transparency report di Microsoft ha reso noto che le forze dell’ordine hanno fatto 75 mila richieste per conoscere dati personali degli utenti online, al fine di aiutare indagini poliziesche. Le richieste coprivano 137.000 account su una pletora di servizi di Microsoft, fra cui Hotmail, Outlook.com, Xbox Live, Skype. Nel primo semestre 2012 le richieste dei governi di rimozione dei contenuti e di accesso ai dati, sono aumentate del 71%. Lo ha rivelato l’ultimo Google Transparency Report.

Ieri Apple ha acquisito WifiSlam, una startup per aggiudicarsi una tecnologia di mappe Indoor in grado di rilevare la nostra precisa posizione dentro gli edifici: “WifiSLAM consente al tuo smartphone di individuare con precisione e in tempo reale la tua localizzazione (e quella dei tuoi amici) con una precisione di 2,5 metri” è riportato sul sito della startup, “utilizzando unicamente i segnali WiFi già presenti negli edifici.” Le mappe indoor non solo ci aiuteranno a scoprire dov’è il bagno nel centro commerciale, ma soprattutto amplieranno la frontiera dell‘advertising legata alla geo-localizzazione, ipotecando un altro pezzetto della privacy degli utenti.

In Gran Bretagna, un Paese dove alla Privacy storicamente sono più affezionati che in Italia, è partita la campagna “Stop the Cyborgs“. Nell’era dei Google Glass e dei gadget a Realtà aumentata, la privacy è ormai impossibile: un miraggio digitale. Negli USA la politica vorre imporre limiti sui dispositivi dotati di augmented reality; il West Virginia sta preparando una legge per rendere illegale l’utilizzo di questi device durante la guida, con pesanti sanzioni ai trasgressori. Il blogger Ed Champion ha stilato 35 motivi sui rischi: il più importante consiste nel violare la libertà di chi, legittimamente, non vuole essere visto. La campagna Stop the Cyborgs vuole impedire a chi indosserà la Wearable technology, come gli occhialini hi-tech di Google, di entrare in certi luoghi o di impedire la registrazione di dati in certi posti. Politici, esperti di diritto e blogger hanno avviato un pubblico dibattito sull’impatto dei nuovi gadget sulla società civile.

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Privacy a rischio nell’era del Grande Fratello Fiscale e dei Google Glass
Autore: ITespresso
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