La flessione della caccia ai Pokémon Go non preoccupa troppo Niantic

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La flessione della caccia ai Pokémon Go non preoccupa troppo Niantic
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Solo quattro settimane fa, era sufficiente un Pokémon raro, per radunare centinaia di persone, bloccare il traffico da New York a Tokyo e generare un’enorme ressa. Ma l’app sembra aver imboccato la via del declino, anche se ha aperto le porte all’ingaggio diretto dell’utente

Il boom estivo dell’app di Niantic, che ha convinto la generazione degli Sdraiati (copyright di Michele Serra) ad andare in giro per le città a caccia di Pokémon, sembra essersi arrestato. Pokémon Go sarebbe in flessione. Solo quattro settimane fa, era sufficiente un Pokémon raro, per radunare centinaia di persone, bloccare il traffico da New York a Tokyo e generare un’enorme ressa. Ma da un grafico pubblicato da Bloomberg, sembra che l’hype sia finito: l’interesse si sta già raffreddando. Secondo Axiom Capital Management, da metà luglio l’app avrebbe perso per strada circa 15 milioni di accaniti giocatori: il picco intorno ai 45 milioni è stato toccato il 16 luglio per poi precipitare a 30 circa solo un mese dopo, il 17 agosto, proprio mentre l’app si espandeva in Paesi densamenti popolati come Brasile, l’Indonesia, le Filippine. Il bando dei Paesi islamici può aver giocato un ruolo.

La flessione della caccia ai Pokémon Go non preoccupa troppo Niantic
La flessione della caccia ai Pokémon Go non preoccupa troppo Niantic

Ma la flessione della caccia ai Pokémon Go non preoccupa troppo Niantic, la startup di Google che ha sviluppato l’app, perché ha aperto la strada alla Realtà aumentata (AR) e a nuovi strumenti di ingaggio verso gli utenti finali. L’engagement può migrare anche in altri ambiti, non solo ludici.

Inoltre, il declino non si riflette né in termini di download né in termini di spesa media per utente. Su Google Play l’app svetta ancora al primo posto dei giochi gratuiti. Però è vero che dai dati di Google Trends, emerge che il servizio di Google, che monitora la popolarità delle ricerche online nel mondo, sembra confermare la tendenza di flessione pubblicata da Bloomberg.

Ma ciò non toglie che gli strumenti di ingaggio diretto dell’utente hanno ampi margini di crescita, di consenso ed adesione. Se non sarà Pokémon Go a sfodare, sarà un’altra app. Ma la strada dell’AR e dell’engagent dell’utente sembra segnata.

Autore: ITespresso
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