La formula di lunga vita degli hard disk

DataStorage

Il segreto della longevità del disco fisso come periferica principale di
archiviazione risiede nella capacità di sapersi continuamente rinnovare

Nelle notizie di questa settimana abbiamo abbondantemente evidenziato come, dopo ben 50 anni dalla sua nascita, il disco fisso non mostri assolutamente segni d’invecchiamento. Anzi, il settore di mercato dedicato agli hard disk appare in ottima forma e segna addirittura una crescita consistente. Il segreto della longevità del disco fisso come supporto ideale per la memorizzazione dei dati, oltre che nel prezzo, risiede nella sua storica capacità di sapersi continuamente, adattare, reinventare e aggiornare. Sono passati solo 50 anni dalla nascita del primo disco fisso, con una capacità di poco superiore a quella di un floppy e dalle dimensioni di un piccolo frigorifero, e oggi in un parallelepipedo di pochi centimetri sono racchiusi Gbyte di spazio storage. La carte vincente di queste unità è stata comunque quella della ricerca e del costante aggiornamento, che gli hanno consentito di evolversi e adattarsi alle esigenze delle moderne realtà aziendali.

La storia continua

Ma quale nuova strada ha intrapreso la tecnologia dei dischi fissi, in grado di garantirgli una nuova giovinezza e un nuovo futuro? Per decine di anni la tecnologia sulla quale si è basata l’industria degli hard disk, per memorizzare i dati, è stata quella della registrazione longitudinale. In base a questo sistema di registrazione, la magnetizzazione di ogni bit sulla superficie del disco avviene con allineamento orizzontale, parallelemente al piatto magnetico che ruota all’interno dell’hard disk.

L’alternativa oggi proposta è quella della registrazione perpendicolare. La registrazione perpendicolare è una tecnologia ideata da Valdemar Poulsen, la cui applicazione agli hard disk è stata sviluppata da Yoshihisa Nakamura in collaborazione con Hitachi; grazie a tale tecnologia è stato previsto che già a partire da questo anno, si potranno realizzare hard disk con capacità fino a 10 volte superiori a quelle precedenti. Nella registrazione perpendicolare (PMR), la registrazione dei singoli bit avviene con allineamento in verticale rispetto alla rotazione del disco, permettendo la registrazione di di una maggior quantità di dati. Con questa nuova tecnologia la porzione del disco in grado di conservare permanentemente un determinato stato magnetico (rappresentante il singolo bit) è fino a 10 volte minore, si può quindi ridurre considerevolmente la superficie occupata dall’unità minima di memorizzazione, ossia di avere una densità di informazione molto più alta sul supporto: questo permette di avere hard disk molto più capienti a parità di dimensioni o, parallelamente, hard disk più piccoli a parità di capacità Grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia di registrazione perpendicolare, la nuova generazione di hard disk potrà offrire lo spazio necessario richiesto dai nuovi media,che resteranno competitivi nei confronti dei dispositivi di archiviazione emergenti. Il concetto base della tecnologia PMR è vecchio di almeno due decenni, ma fino ad oggi la sua diffusione è stata ostacolata dagli elevati costi d’implementazione. Oggi quasi tutti i maggiori produttori di hard disk guardano con molto interesse a tale tecnologia. Oltre alla pioniera Hitachi, infatti, anche Western Digital ha iniziato a proporre dischi basati sulla nuova tecnologia, e proprio recentemente ha annunciato di essere in produzione in volumi con la nuova generazione di hard drive WD ScorpioT da 2.5″ che sfruttano la tecnologia di registrazione magnetica perpendicolare (PMR) per offrire una densità da 80GB per platter. La stessa capacità, grazie alla medesima tecnologia viene offerta da Toshiba in unità da 1,8 pollici. In ogni caso, tutti i principali produttori di hard disk, nel corso di quest’anno hanno annunciato l’imminente lancio di microdrive basati sulla stessa tecnologia, o presentato soluzioni che già l’adottano.

L’asso nella manica

Nella registrazione longitudinale, nel momento in cui i bit magnetici iniziano ad essere molto piccoli e vicini tra loro, iniziano ad essere interessati da un campo smagnetizzante crescente,un po’ come avviene quando due barre magnetizzate vengono avvicinate per i poli uguali e tendono a respingersi. Lo sforzo per contrastare questa tendenza dei bit ad allontanarsi produce calore e può tradursi nella perdita di dati Nella registrazione perpendicolare avviene il contrario, e i bit adiacenti tendono ad attrarsi aumentando la densità d’informazione. Un po’ come avviene quando due barre magnetizzate vengono avvicinate per i poli opposti. Ovviamente in questo caso,non è necessario alcuno sforzo per contrastare la tendenza dei bit magnetici e questo oltre a tradursi in una minor dispersione di calore, offre una maggiore stabilità del segnale.

Conclusioni

Insomma, il vecchio e caro hard disk è sempre di moda. La lungimiranza dei produttori che hanno continuato ad investire nella ricerca, ha permesso di individuare soluzioni innovative che hanno consentito al disco magnetico di rimanere al passo con i tempi e mantenersi competitivo verso i nuovi supporti. Se da un lato la tecnologia di memorizzazione ottica ha dato vita ai supporti a doppio starto e ai DVD Blu Ray che utilizzano una registrazione a ‘diverse profondità’, dall’altro anche la tecnologia di memorizzazione magnetica degli hard disk ha imparato a svilupparsi in ‘verticale’.

Autore: ITespresso
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