La Francia multa Google per il diritto all’oblio limitato all’Europa

Autorità e normativeGiustizia
La Francia multa Google per il diritto all'oblio limitato all'Europa
1 2 Non ci sono commenti

Google risponde alla Francia che il diritto all’oblio è solo una normativa UE, dunque va applicato solo nei Paesi membri dell’Unione europea. Il motore di ricerca vuole impugnare il provvedimento con la multa da 100 mila euro

La Francia ha comminato una multa da 100 mila euro a Google perché il diritto all’oblio rimane limitato all’Europa e non viene esteso a tutto il mondo. Ma il motore di ricerca di Mountain View risponde che il diritto all’oblio è solo una normativa UE, dunque va applicato solo nei Paesi membri dell’Unione europea.

La pretesa dell’Authority di Parigi, la francese CNIL, di rimuovere  risultati anche da Google.com sembra quanto meno controversa. Il diritto all’oblio permette di rimuovere i link “inadeguati o non più pertinenti” dai risultati di ricerca delle versioni nazionali europee di Google.

La Francia multa Google per il diritto all'oblio limitato all'Europa
La Francia multa Google per il diritto all’oblio limitato all’Europa

La Francia chiede a Google di dis-indicizzare il contenuto oggetto della richiesta anche dalle versioni extra-europee del motore di ricerca californiano, tuttavia un diritto all’oblio su scala globale limiterebbe la libertà d’espressione e avrebbe un impatto sui contenuti della Rete.

La condanna inflitta ad Alphabet non convince nessuno. Finora l’azienda ha gestito, in maniera rapida ed efficace, circa 400 mila richieste, riguardo a più di 1 milione e 400 mila pagine web, applicando il diritto all’oblio in oltre il 42% dei casi. Sono stati dis-indicizzati 600 mila contenuti e/o pagine web.

Per venire incontro alle richieste del Cnil, Google aveva aperto alla possibilità di applicare la sentenza della Corte europea anche sulle “versioni” internazionali, purché le interrogazioni provengano da un Paese in cui vale il diritto di oblio. Ma adesso è arrivata la multa da 100 mila euro, e Google vuole impugnare il provvedimento.

Il motore di ricerca teme che il diritto all’oblio si trasformi cyber censura, di cui possano approfittarsi regimi autoritari e dittatori dediti alla tortura e a sistemi repressivi.

Peter Fleischer, Senior Privacy Counsel di Google, ha precisato che “se l’approccio del Cnil fosse accolto come standard per la regolamentazione di internet, ci troveremmo in un meccanismo di corsa al ribasso: il paese più restrittivo detterebbe la misura della libertà di internet per tutti. Riteniamo che nessun singolo Paese dovrebbe avere l’autorità di controllare a quali contenuti è possibile accedere in un altro Paese”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore