La Francia studia la Google Tax, ma Google non ci sta

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Il governo francese guidato dal presidente Nicolas Sarkozy propone di tassare il fatturato dell’advertising di Google, Microsoft, Yahoo! e Facebook. Ma Google chiede cooperazione al posto delle tasse. La Legge Hadopi slitta ad aprile

Il fatto che Google paghi le tasse in Irlanda, dove ha sede legale Google Europa, invece che nei paesi europei dove opera, è un fatto che ha già sollevato un vespaio di polemiche nel Vecchio Continente. Adesso il presidente francese Nicolas Sarkozy propone la Google tax , da applicare non solo al motore di ricerca, ma anche a Yahoo!, Facebook e alle Internet company.

La trattenuta fiscale sarebbe dell’1-2% sull’advertising online. Secondo il Financial Times, si configura anche una possibile accusa di abuso di posizione dominante per i Big Internet. Google però risponde che non ci st a: secondo InformationWeek , non serve introdurre una tassa addizionale sulla pubblicità online, rallentando così l’innovazione, ma bisogna invece trovare nuovi modelli di business per l’era digitale. Nel mondo Google ha redistribuito nel 2009 4.2 miliardi di euro ai propri partner, e ha generato ricchezza.

Google France inoltre spiega di aver contribuito al report francese del ministro della cultura e pone l’accento sulla cooperazione tra aziende Internet e produttore di contenuti: è l’ora di semplificare e adattare i meccanismi di licensing agli ambienti digitali. Per Google sarebbe meglio “gettare ponti”, invece che invocare nuove tasse.

Il report inoltre, per incoraggiare il download legale, promuove una music card da distribuire ai giovani con 25 euro di credito da spendere in consumi muysicali.

Nelle scorse settimane Parigi ha multato Google Books per violazione del copyright.

In Europa si sta stringendo un cerchio intorno a Google e contro il modello del “tutto gratis”: contro chi riceve i profitti, mentre chi produce i contenuti sostiene solo le spese.

La stampa anglosassone sottolinea che l’autore del report, Patrick Zelnik, è un produttore di contenuti (in particolare dell’etichetta discografica Naive, che pubblica anche le canzoni della first lady Carla Bruni-Sarkozy): come dire che, dietro alla proposta, si annida una “sorta di conflitto d’interessi”. In Italia, invece, sulla graticola da mesi è Google News, accusato dagli editori italiani e sotto indagine Antitrust .

Per Google, il 2010 inizia come un anno tutto in salita con la vecchia Europa, dove le antiche querelle sulla privacy potrebbero essere rimpiazzate con nuovi contenziosi e partite a braccio di ferro più dure, di natura Antitrust.

Infine in Francia la Legge Hadopi slitta ad aprile, per una omessa approvazione da parte della Commissione Nazionale per l’Informatica e le Libertà (CNIL).

Autore: ITespresso
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