La GdF italiana oscura siti di file sharing

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La GDF all'assalto del file sharing @ shutterstock

L’Italia va all’assalto dei siti Torrentreactor.net e Torrents.net. FIMI applaude per l’iniziativa anti contraffazione. L’opinione del legale Fulvio Sarzana

La Guardia di finanza (GdF) di Agropoli, coordinata dal pubblico ministero di Vallo della Lucania Renato Martuscelli, ha oscurato i portali pirata internazionali Torrentreactor.net e Torrents.net. I siti di  file sharing sono accusati di contraffazione e illecita diffusione di opere coperte da copyright online, con fini di lucro. Ai fornitori di servizi internet su tutto il territorio nazionale è stato notificato l’ordine di inibizione all’accesso. Le indagini risalgono tra il 2011 e il 2012, ed avevano già oscurato altri 5 siti web, nell’ambito del network illegale “Italianshare”. La chiusura del “supermarket pirata” Italianshare era stata accompagnata dall’arresto del suo amministratore, noto con il nickname di “Tex Willer”.

La Federazione dell’Industria Musicale Italiana (F.I.M.I.) aveva segnalato il sito “Islafenice.net”, nato dalle ceneri di Italianshare, per la  diffusione di opere piratate, oltre ad altri portali pirata operanti in modo analogo. Dopo aver verificato la sostanziale disattivazione di “Islafenice”, dopo l’arresto di Tex Willer, la FIMI aveva individuato l’effettiva operatività illecita di Torrentreactor.net e Torrents.net. Questi portali offrono link da cui è possibile effettuare il download illegale di opere coperte da copyright: musica, prodotti cinematografici, libri e riviste, serie TV, cartoni animati, videogiochi, software.

Per la FIMI di Confindustria, l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Agropoli é provvidenziale sotto lo shopping natalizio.Il provvedimento di oscuramento anti contraffazione avviene a tutela del mercato natalizio. “Sapevamo che nelle prossime ore i siti torrent sarebbero stati invasi dalle novità discografiche in classifica, tra le quali anche “Italia Loves Emilia” i cui proventi delle vendite fisiche e digitali andranno a favore delle popolazioni colpite dal sisma” segnala il Presidente di FIMI, Enzo Mazza. “L’operazione della Guardia di Finanza ha colpito piattaforme criminali che lucrano a danno di artisti e imprese italiane, come confermano i dati sui ricavi dei siti. Ora andrebbero sanzionati anche gli investitori pubblicitari che sostengono le attività illegali” ha concluso Mazza.

Negli ultimi nove mesi il mercato della musica digitale in Italia ha registrato un incremento del 44%  arrivando a detenere il 37% del mercato con decine di piattaforme legali attive tra download e streaming. L’azione di contrasto all’offerta illegale é però vista da FIMI come “un’arma essenziale per consentire il decollo dell’offerta online di musica e contenuti”, visto che la contraffazione non cede terreno: “Migliaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di euro persi”, secondo Confindustria Cultura Italia e il presidente Polillo, è questo l’oneroso bilancio della mancata lotta alle piattaforme off-shore della pirateria sui contenuti digitali.

L’avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito sostiene che “L’Italia compie un ulteriore passo verso la chiusura dei siti che permettono il cd (cosiddetto, ndr) file shraring, ovvero la possibilità di condividere documenti e informazioni  sulla rete internet, in modo gratuito“. Conclude il legale: “L’iniziativa, ancorchè a tutela di diritti che potrebbero essere legittimi, sembra poter danneggiare anche lo scambio perfettamente legale di conoscenze tra gli sviluppatori di software di tutto il  mondo. Il torrent è infatti il protocollo  più utilizzato in tutto il mondo per scaricare le distribuzioni di software Linux.”

La GDF all'assalto del file sharing @ shutterstock
La GDF all’assalto del file sharing
Autore: ITespresso
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