La gestione dei dati non è un gioco da ragazzi

DataStorage

Si fa in fretta a parlare di gestione dei documenti digitali e archiviazione
dati se non si sa da dove partire

Lo storage è ormai parte integrante di ogni infrastruttura It. In particolare, secondo i risultati prodotti da una ricerca Gartner, entro il 2006 rappresenterà il 26% dei costi complessivi di gestione (Tco) dei data center e il 48% dei budget hardware. Per questo i Cio e gli altri dirigenti richiedono un ritorno quantificabile sugli investimenti in soluzioni di storage. Inoltre storage e gestione di “Documenti e Contenuti Digitali” non sono problemi disgiunti: entrambi sono aspetti importanti dell’organizzazione e della gestione dei processi aziendali. I Contenuti Digitali, per definizione, non solo debbono risiedere su opportuni dispositivi storage, ma una gestione efficace dei processi nei quali intervengono è realisticamente possibile se essi sono accessibili sul supporto che meglio si adatta alle loro caratteristiche, allo specifico momento del loro “Ciclo di Vita” e alle loro esigenze di gestione. In particolare, l’implementazione di una corretta struttura storage per l’archiviazione e la gestione dei documenti digitali deve tenere conto anche di una serie di normative nazionali e internazionali, che possono fare la differenza in caso di collaborazione con partner esteri o nella partecipazione a gare e appalti.

La vita dei documenti

La gestione del ciclo di vita dell’informazione (Ilm) è un processo che gestisce l’informazione dal momento in cui viene originata fino alla sua eliminazione, in modo da ottimizzarne l’archiviazione e l’accesso al minor costo. La strategia di Ilm più efficiente è quella che gestisce l’informazione in base al suo valore. Le leggi e i regolamenti che richiedono la conservazione di alcuni tipi di dati complicano ulteriormente la situazione. Se non è più accettabile l’eliminazione dei dati non più utilizzati o di esclusivo valore storico, è anche poco praticabile la soluzione di lasciarli all’interno di un sistema di produzione: la strategia è quindi quella di snellire periodicamente database e posta spostando oggetti nei livelli bassi della gerarchia mediante software in grado di indicizzare opportunamente gli oggetti stessi. Un altro importante aspetto da considerare nell’aderire alle disposizioni di legge riguarda la capacità di rispettare i tempi di ripresa del servizio. La rapida ripresa del servizio (Sla) è infatti pretesa sempre più frequentemente sia nel settore pubblico sia in quello privato. Ottimizzare i sistemi esistenti e realizzare il consolidamento delle risorse storage aziendali rappresentano quindi due delle maggiori priorità per gli amministratori storage.

Un punto di partenza

Per impostare una corretta politica aziendale per la gestione dei documenti digitali e l’archiviazione dati conviene quindi prendere come esempio alcune delle più importanti normative in materia. Alcune di queste normative, anche se non richieste e adottate nel nostro paese possono comunque rappresentare un’ottima guida all’implementazione. Attualmente l’interesse è focalizzato sulle normative Sec e Sarbanes-Oxley. In vigore dal luglio 2002, la Sarbanes-Oxley è la più importante legge degli Stati Uniti per il controllo dell’operato delle aziende, l’esibizione di documenti finanziari e la contabilità delle società quotate in borsa, dalle norme varate negli anni ’30 per regolamentare il mercato azionario. Si tratta di una legge nata in risposta agli scandali finanziari in cui sono state coinvolte grandi società statunitensi tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, con lo scopo di impedire il ripetersi di tali situazioni e ripristinare la fiducia degli investitori. Alcuni sostengono che la Sarbanes-Oxley sia volta a garantire una corretta gestione finanziaria delle società e in quanto tale abbia poco a che vedere con il reparto It. Ma non è così. Per la conformità ai requisiti imposti dalla legge è necessario che tutte le informazioni finanziarie siano corrette, aggiornate e completamente verificabili. In definitiva, spetta al reparto It e ai suoi sistemi la responsabilità di generare, supportare e gestire tali informazioni. Non solo: questi stessi sistemi devono assicurare la validità e la disponibilità di tali dati. Implementare quindi una struttura storage aderente alle richieste della Sarbanes-Oxley può essere un ottimo punto di partenza.

Conclusioni

Lo storage sta vivendo una fase di forte crescita (legata all’esplosione della disponibilità di informazioni digitali) ed evoluzione, vuoi nelle tecnologie vuoi nelle tecniche di gestione. Per implementare una corretta strategia storage aziendale è dunque importante comprendere gli aspetti alla base di quest’evoluzione quali: le tecnologie di registrazione adottate, la tendenza a dotare i dispositivi storage di funzioni sempre più sofisticate, le potenzialità e le funzionalità dei software di gestione (virtualizzazione dello storage, gestione centralizzata del back up, ?), le modalità di gestione dello storage in rete ed altro ancora. Sarà, infine, utile comprendere le conseguenze che normative nazionali ed internazionali hanno sulle scelte dei dispositivi storage. Normative quali la Sarbanes-Oxley, il Sec Rule 17a-4, il Basel 2 e l’Hipaa comportano nfatti un onere amministrativo enorme a carico dei reparti It. Per tale motivo, riuscire a implementare una soluzione altamente scalabile, robusta e al tempo stesso conveniente, in grado di soddisfare le esigenze normative in termini di memorizzazione, gestione, ripristino e monitoraggio di quantità crescenti di dati, può sicuramente rendere più efficiente e competitiva l’intera struttura aziendale.

Autore: ITespresso
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