La governance di Internet tira le somme dopo Rio

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L’Igf 2007 ha parlato dell’urgenza di una carta dei diritti di Internet e di una Rete poliglotta e pluralista

L’appuntamento brasiliano di Igf 2007 a Rio si è concluso: c on 1363 partecipanti da 109 paesi. L’Onu ha lanciato un appello per una Rete fondata sui valori del pluralismo e della diversità culturale. La diversità culturale e linguistica sono diritti anche in Rete: Igf chiede che l’Icann, l’organismo che gestisce i domini Internet, venga riformato nel segno di una Rete poliglotta, non più solo fondata sull’alfabeto latino. Igf ha richiamato l’attenzione sui domini “multietnici”, domini cioè nominali internazionalizzat i, sfruttando la tecnologia Idn (Internationalized Domain Names).

Inoltre il Brasile, paese ospitante l’IGF 2007, ha optato per la richiesta di un Icann indipendente.

Infine la delegazione italiana a Igf ha invece presentato una Magna Charta dei cybernauti per tutelare i Diritti Umani sul Web.

Fiorello Cortiana, che ha partecipato a Igf in prima persona, commenta: “Insieme alla modalità aperta ed inclusiva di partecipazione in tutti i workshop è emersa, come forte elemento comune, la questione dei diritti umani, dal diritto all’espressione libera, a quello dell’accesso per la condivisione della conoscenza. Proprio Vint Cerf, uno dei padri di Internet, ha affermato la necessità di arrivare ad un accordo sui diritti e le responsabilità in Rete, proponendo una matrice simile a quella che ha portato alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge del Mare”.

Nel suo intervento a conclusione dei lavori Markus Kummer , il Coordinatore Esecutivo del Segretariato ONU per l’IGF, condividendo la necessità

sollevata da Cerf ha detto che per la “legge del Mare” “Ci sono voluti circa 20 anni per negoziare il trattato. Credo che abbiamo bisogno di qualcosa di più urgente. Forse l’iniziativa dell’Internet Bill of Rights ci porterà più avanti.”

Conclude Cortiana: “Ha trovato così un riconoscimento ufficiale la proposta di una Carta dei diritti di Internet che anima l’omonima coalizione dinamica supportata e promossa dall’Italia e dal Brasile. Ora il nostro Paese deve essere all’altezza della questione che ha sollevato, così come ha fatto con successo per la moratoria sulla pena di morte. Generare progetti specifici, come processi istituzionalmente multilevel e metodologicamente multistakeholder, quasi spin off politici, può rivelarsi l’esito più efficace di un Forum Onu“.

Un Igf dunque non velleitario, magari “modesto nei suoi mezzi, ma non nelle sue aspirazioni“, come lo ha definito Ban Ki-Moon, Segretario Generale dell’ONU, nel suo discorso di saluto, ma un incontro con modalità di azione

modellate sulla modalità di relazione costituita da Internet

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Autore: ITespresso
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