La grande ripresa del commercio elettronico a stelle e strisce

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Era scontata la ripresa dell’e-commerce negli USA, ma la strada per unapiena affermazione è ancora lunga.

Secondo una recentissima stima di Forrester Research, negli Usa è cresciuto notevolmente negli ultimi tempi l’uso di Internet per fare shopping e difatti nel primo trimestre del 2003, le vendite on line al dettaglio hanno generato un fatturato di 24 miliardi di dollari, in crescita del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La progressione – che dovrebbe attestarsi al 25% per l’intero anno – stupisce ancora di più se si pensa che mai come quest’anno gli americani si sono dichiarati scettici riguardo la sicurezza degli acquisti in Rete. Molte aziende hanno prolungato il normale periodo di sconti praticato durante i periodi festivi e hanno annullato le spese di spedizione, seguendo l’esempio di Amazon.com. Inoltre, secondo le stime di Nielsen NetRatings, le 200 maggiori aziende di advertising on line hanno acquistato nel primo trimestre 71 miliardi di spazi pubblicitari, contro i 45 miliardi dello stesso periodo del 2002. Nonostante le perplessità di molti, era nell’aria questa ripresa dell’e-commerce negli Usa e secondo gli analisti a spingere la ripresa è la convinzione che su Internet si facciano dei buoni affari e questo finalmente i commercianti lo hanno compreso. Ma non si può essere ancora del tutto tranquilli in quanto sebbene la inimitabile innovatività del sistema economico statunitense e l’instancabile impegno del governo federale costituiscano il fondamento per lo sviluppo della totalità delle applicazioni elettroniche commerciali, gli individui e le aziende continuano a nutrire copiose preoccupazioni circa l’utilizzo della rete per realizzare le attività di acquisto e di vendita tradizionali. I primi avvertono insolute le tematiche della sicurezza delle transazioni on-line e la privatezza della corrispondenza elettronica, mentre le imprese scolpiscono tre categorie di inibitori alla adozione estesa del commercio elettronico: la mancanza di un ordinamento giuridico sensibile alle problematiche della contrattazione in rete, la possibilità che i governi tassino eccessivamente il settore, l’incertezza circa la affidabilità, sicurezza e performance di Internet. Perché gli operatori economici adottino su larga scala l’utilizzo della rete per comunicare con i consumatori e i clienti, sono necessari meccanismi che garantiscano la sicurezza della identità delle parti contraenti e l’assoluta consapevolezza della produzione di effetti obbligatori di qualsiasi accordo stipulato elettronicamente. Il governo federale statunitense sostiene la pianificazione e lo sviluppo di un contesto legale uniforme a livello nazionale e globale per riconoscere, facilitare e promuovere le transazioni elettroniche internazionalmente: all’ uopo lo US Federal Government ha collaborato con l’UNCITRAL per la produzione di un modello di legge uniforme che consenta l’uso dei contratti internazionali nel commercio elettronico, e dispone, di concerto con la Camera di Commercio Internazionale, la creazione di un codice commercialeuniforme valido per le contrattazioni su rete aperta. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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