La guerra dei Zuckerberg

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Mark Zuckerberg, Ceo Facebook

Un cittadino israeliano cambia nome in “Mark Zuckerberg”. Ma una volta cacciato da Facebook, fa causa al social network. L’ultima grana di Facebook arriva dalla California: il “Mi piace” relativo ai prodotti viola una legge locale. Pace fatta con Greenpeace

Rotem Guez è un ingegnoso e astuto cittadino israeliano che ha cambiato nome in “Mark Zuckerberg”, ha aperto “The Like Store”, un intraprendente e rampante servizio di marketing. Ma ha peccato d’ingenuità: pensava di passare inosservato al vero Mark Zuckerberg. Facebook ha denunciato il “finto” Zuckerberg. “The Like Store” promette di pompare i click, aumentare il traffico e aumentare l’advertising su pagine del social network.

Ma la guerra dei Zuckerberg non finisce qui. Il cittadino israeliano ha denunciato Facebook e aperto il sito MarkZuckerbergOfficial.com dove racconta come il social network ha chiuso il suo profilo. Zuckerberg potrebbe portare in tribunale Facebook, tutto per una serie di giochi di parole.

Ma questa è solo l’ultima delle grane del vero Zuckerberg.

Mark Zuckerberg, Ceo Facebook
Mark Zuckerberg, Ceo Facebook

L’ultimo probleme arriva ancora volta dal fronte privacy. La funzione Like indica le proprie preferenze, anche di prodotti. Ma il Financial Times riporta che un giudice californiano ha negato al social network la possibilità di accantonare un caso di violazione privacy. Facebook infatti violerebbe la legge californiana che concede agli utenti il diritto di monitorare come i loro nomi e le loro immagini vengono associate alla pubblicità e sfruttate per approvare e sostenere pubblicita’ di prodotti.

Una nota positiva arriva invece dal versante eco-sostenibilità e Green IT. Facebook ha invece siglato la pace con Greenpeace in materia di alimentazione dei datacenter (Greenpeace aveva accusato il social network di “andare a carbone”). Sta infatti aprendo un data center a Lulea, in Svezia, una ragione fredda a sufficienza per il raffreddamento e dove Facebook potrà usare energie rinnovabili.

Autore: ITespresso
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