La lama affilata dei server

Management

Minimo ingombro, estrema flessibilità, alte prestazioni e gestione centralizzata: ecco i punti di forza dei blade server

Entro il 2008 secondo gli analisti di IDC il 28 % delle consegne di server dovrebbe essere costituito da server di tipo blade (sottili come una lama). Ma per i primi tre trimestri del 2004 la stessa IDC indica in una quota del 5% del totale le vendite mondiali di blade server. Tuttavia gli esperti del settore continuano a prevedere una crescita repentina dei blade server. Le stime previsionali pubblicate da IDC (IDC, Server Tracker Forecast, settembre 2004) indicano che il numero di unità server di tipo blade in architettura Intel a 2 vie consegnate nell’area EMEA crescerà dell’80,1% dal 2004 al 2005. IDC prevede anche che entro il 2008 il tasso di crescita mondiale dei dual blade server supererà il 50%. In Italia il mercato dei blade server su piattaforma Intel ha visto nel 2004 una netta prevalenza di vendite da parte di IBM, che ha raggiunto una quota di mercato del 67%, con HP al secondo posto con il 30%. Siemens, Dell hanno quote di mercato inferiori ai 5 punti percentuali. Tra alti e bassi i blade server si accingono quindi a diventare uno dei punti cardine dell’IT per un numero sempre più grande di aziende. E i fornitori continuano a migliorarne le prestazioni. Superiori prestazioni con ingombri inferiori, alta scalabilità, gestione di sistema intuitiva, consumo di corrente contenuto, elevata flessibilità: queste sono le caratteristiche i responsabili IT ricercano nei server destinati all’impiego negli ambienti data center. I blade server rispondono pienamente a tutti questi requisiti riunendo tutte le risorse server, storage e di rete in un unico chassis. Infatti i blade server sono server progettati per essere inseriti fianco a fianco in uno chassis comune che consente loro di essere sistemati in minore spazio rispetto ai tradizionali server montati su rack. Sia fornitori di sistemi, come IBM o HP, sia produttori di piattaforme tecnologiche come Intel e AMD sono coinvolti in questa corsa verso la conquista di una leadership per un tipo di sistemi che nel corso nel tempo hanno cambiato attese e interesse agli occhi dell’utenza aziendale. Quello che manca per gli utenti è uno sforzo di standardizzazione da parte dei vendor, anche se non sono mancate aperture da parte di IBM e Intel a rendere pubbliche le loro specifiche per permettere anche a terze parti di sviluppare apparati complementari, ad esempio switch e sistemi di alimentazione. Nel tempo i server in formato blade hanno trovato fortuna e accettazione proprio per il loro fattore di forma che permette di risparmiare spazio nei data center e per la estrema facilità nella gestione del loro cablaggio, ma il loro reale beneficio si vedrà con la sempre maggiore diffusione del cosiddetto utility computing con carichi di lavoro sempre più distribuiti e con l’adozione sempre più spinta delle tecniche di virtualizzazione. A questo proposito diventano sempre più importanti gli strumenti software di gestione che permettano un partizionamento dinamico delle risorse di calcolo. Un esempio è la piattaforma specificamente rilasciata da IBM denominata eServer BladeCenter che può essere declinata anche secondo modalità specifiche per settori industriali, ad esempio per i data center delle aziende di telecomunicazioni. La piattaforma IBM è stata lanciata lo scorso anno con lo scopo di incoraggiare fornitori di hardware e di software a sviluppare componenti e applicazioni interoperabili. I più recenti annunci riguardanti i blade server a due e più vie permettono poi anche ad aziende utenti di dimensioni sempre più piccole di godere dei vantaggi economici di questo tipo di soluzione. Si è ormai molto lontani dal momento in cui un server voleva dire solo condivisione di stampe e di file.

Autore: ITespresso
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