La Legge di Moore e il Pervasive Computing

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Il principio del leggendario fondatore dellIntel alla base dellIct ancora per tutto lattuale decennio. In futuro laumento della potenza sarà più funzionale al software che allhardware

Che fine ha fatto Gordon E. Moore? No, non il titolo di un film, anche se la somiglianza con il destino di Baby Jane potrebbe fare sembrare il contrario. Stiamo infatti parlando del Moore che 37 anni fa (era il 1965) fond la Intel (per favore, niente accento sulla e, non una parola francese e lazienda americanissima). Oltre ad avere avviato la societ che sarebbe diventata – in poco pi di due decenni – il maggiore produttore mondiale di software, Moore formul anche una teoria, detta appunto Legge di Moore, secondo la quale si poteva prevedere che le capacit di calcolo e di memoria dei circuiti integrati sarebbero periodicamente raddoppiate ogni 18 mesi. Successivamente alla sua formulazione, la legge stata poi generalizzata (lapplicazione del principio stata estesa alla maggior parte o alla totalit dei casi), con la conseguenza che oggi si considera che il raddoppio dei pi importanti parametri dellInformation technology (ampiezza di banda, capacit di memoria e velocit di calcolo sono alcuni dei pi importanti) avviene in genere ogni 1/3 anni. In pratica, il range temporale previsto per il raddoppio della potenza si contemporaneamente ristretto (12 mesi invece che 18) e ampliato (36 mesi invece che 18). La domanda relativa alla fine di Moore e delle sua legge non quindi retorica, ma si basa su alcuni fati precisi gli effetti della travolgente ondata di innovazione tecnologica che ha investito e continua a investire tutto e tutti, tanto da meritarsi la definizione di Pervasive and Ubiquitous Computing, vale a dire calcolo pervasivo e onnipresente. In altre parole, ci si chiede se la legge di Moore pu ancora reggere limpatto della cosiddetta rivoluzione dellubiquit tecnologica. La risposta affermativa, ma limitatamente a questo decennio per il prossimo, bisogner riconsiderare tutto di nuovo, probabilmente a partire dal 2007/2008. Ma in cosa consiste esattamente la rivoluzione dellubiquit? Anche se non sembra, il nuovo movimento organizzato violento e probabilmente finir il suo ciclo con linstaurazione di un nuovo ordine sociale. La diffusione delle information appliance (utensili informatici) tanto invasiva che questi microcalcolatori con abilitazione a Internet verranno inseriti in tutti gli oggetti di uso quotidiano (automobili, dispositivi di servizio per la vita in citt, elettrodomestici) e si scambieranno informazioni via radio attraverso la Rete. Nel prossimo futuro, i calcolatori abilitati a Internet avranno dimensioni tanto piccole e il loro costo sar cos economico da potere essere incorporati praticamente ovunque (il computing sar quindi di tipo embedded). Ma – oltre a essere incorporato – il computing sar anche portabile e indossabile, proprio come un indumento (wearable). Alla fine di questo decennio, ci saranno pertanto pi dispositivi Internet che uomini, a dimostrazione del fatto che la civilt delle macchine non e non sar pi unutopia. Nel 2010, gli utenti della Rete saranno infatti circa tre miliardi, niente a confronto delle centinaia di miliardi di Internet appliance. Ma gi si profila una clamorosa inversione di tendenza in fatto di motore tecnologico. Se infatti lattuale aumento delle prestazioni dei calcolatori e delle loro applicazioni dovuto essenzialmente allo sviluppo delle microtecnologie/nanotecnologie (riconducibili entrambe allhardware), lincremento futuro delle performance dipender invece dai cosiddetti intelligent and cognitive agents (riconducibili al software). Il computing della pervasivit e dellubiquit sar quindi un computing pi softwarizzato che hardwarizzato (questi neologismi sono brutti, ma rendono bene lidea). Anche se allepoca la legge di More non sar pi valida (in quanto superata dai ritmi di crescita forsennati imposti dalla Rete e dalle sue information appliance), lessenza del nuovo principio che ne prender il posto sar ancora quello dellaumento esponenziale delle capacit dei circuiti integrati .

Autore: ITespresso
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