La legge sul copyright può danneggiare la ricerca sulla crittografia

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Le critiche sulla nuova direttiva europea.

La direttiva europea 2001/29/CE, nota come EUCD, European Union Copyright Directive, diventata effettiva da ieri, può ostacolare seriamente la ricerca in aree come la crittografia, minacciando i progressi in materia di metodi di sicurezza più avanzati. La direttiva ha lo scopo di aggiornare ed uniformare le leggi europee sul diritto d’autore, emendando il Copyright Designs and Patents Act del 1988. L’EUCD introduce una serie di novità legali stabilendo misure ancora più rigide per salvaguardare le tecnologie anti-copia. Ora è illegale l’aggiramento di qualsiasi misura tecnologica e comporta per il trasgressore multe o addirittura la galera quand’anche si trattasse di attività utili e legali come ad esempio la ricerca. Un ricercatore universitario che stesse studiando metodi di crittografia e scoprisse falle in un prodotto commerciale non potrebbe rendere pubblica la propria scoperta se quest’ultima consentisse di aggirare le misure anti-copyright. «Gli studi su crittografia e sicurezza sono basati essenzialmente sull’analisi della robustezza del software e degli algoritmi; questa analisi viene effettuata eseguendo dei tentativi di aggiramento delle misure tecnologiche di protezione. Purtroppo, tale pratica è vietata dall’EUCD, ed anche la comunicazione dei dati su questi studi è dichiarata illegale, e censurabile con estrema facilità. Chiunque aggiri delle misure tecnologiche, o diffonda informazioni su questo argomento, potrebbe essere arrestato, pur senza aver mai compiuto violazioni del diritto d’autore» spiega l’Associazione Software Libero, organizzazione affiliata a Free Software Foundation Europe. Ian Brown, direttore della Foundation for Information Policy Research, ha dichiarato: Negli Stati Uniti succede già che i ricercatori rifiutino di condurre ricerche sulle misure di sicurezza a causa delle conseguenze della (equivalente) legislazione statunitense e verosimilmente è quanto succederà anche in Europa. Dato che la legge non è sufficientemente specifica, la ricerca di alto livello sulla sicurezza ne subisce le conseguenze». Inoltre, la direttiva ha modificato i parametri relativi a quello che i ricercatori possono legittimamente utilizzare per pubblicazioni e insegnamento. Finora i ricercatori potevano utilizzare materiale protetto da copyright in certe circostanze, a scopi di ricerca o di studio. Potevano copiare una porzione rilevante di un documento per utilizzarlo per il proprio lavoro. Da ora, compagnie, insegnati e ricercatori dovranno ottenere una licenza.

Autore: ITespresso
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