La lunga mano della Siae sui trailer

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Protocollo d'intesa fra Siae e rivenditori di elettronica

La Siae ha chiesto esosi contributi anche per pubblicare la pubblicità dei film sui siti. Un network online spiega perché non si possono più pubblicare i trailer. I costi della Siae in Italia

Compensi da 450 euro a trimestre. Contributi da infarto per piccoli siti. Delos Network, a cui fa capo anche il noto Fantascienza.com, ha denunciato l’ultimo scandalo della SIAE. La Società italiana auori ed editori vuole  far pagare la pubblicazione dei trailer dei film su siti Web. vorrebbe imporre a riviste online e ai siti delle multisala richieste di licenze come operatori di streaming, per 450 euro a trimestre. Dopo l’equo compenso, già bocciato dalla UE, (il famigerato bollino su mp3 player eccetera e perfino sui Cd vergini), la Siae ha inventato una nuova modalità pe far cassa: 450 euro a trimestre per 30 trailer, pari a 1800 euro all’anno.

I siti di Delos Network hanno optato per lo “sciopero dei trailer“. Hanno rimosso qualsiasi trailer dalle proprie pagine Internet, ma a farne le spese potrebbero essere le sale cinematografiche, perché il trailer è la miglior forma di pubblicità per portare gli utenti al botteghino. Tutto nasce da una normativa ambigiua e da un accordo con Agis che aveva imposto il pagamento Siae ai siti di cinema, creando uno squilibrio con altri siti Web.

Chi segue da anni prima VNUnet e poi ITespresso, sa che ho sempre sostenuto che la Siae è un ente anacronistico e dovrebbe essere contato fra gli enti inutili da abolire, per generare risparmi allo Stato indebitato. La Siae è un peso, sempre più insostenibile per l’Italia. La SIAE “costa agli autori, ai discografici e ai fruitori di opere musicali protette (quindi ai consumatori) 13,5 milioni di euro all’anno“. Lo rivela uno studio dell’Istituto Bruno Leoni che fa i conti in tasca a Siae e a tutte le sue inefficienze. Secondo una precedente inchiesta di Altroconsumo, il personale Siae è costosissimo, pesa per il 76% sui cont i della società autori ed editori, e i costi della macchina sono esagerati rispetto alla tutela del copyright in Usa e Uk. Infatti i paesi anglosassoni spendono il 17% in meno per il diritto d’autore, mentre la Siae costa 193 milioni di euro all’anno (e così si spiega perché non riesce a rinunciare al famigerato bollino Siae, bocciato dalla Cassazione e dalla Corte europea). Fino allo spettro del commissariamento. Fra gli “enti da abolire”, per far quadrare il bilancio dello Stato italiano, sotto pressione per il suo debito, la Siae sarebbe in prima fila.

Giorni fa la Siae ha comminato una multa di 205 euro a 14 bambini di Chernobyl per violazione del diritto d’autore. Riporta l’Espresso che “il titolare dell´ufficio Siae di Martina Franca i bambini bielorussi avevano violato l´articolo 17 della legge numero 633 del 1941. Il reato che gli è stato contestato è quello di esecuzioni di opera di ingegno senza preventiva autorizzazione dell´autore”.

Siae: ente utile o inutile?
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