La mappa di Google fotografa la geografia della censura

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Il nuovo Transparency Report mette nero su bianco su una cartina geografica dove i servizi di Google risultano disponibili nel mondo

La censura online non ha confini: un nuovo report online mostra in modo trasparente quali servizi di Google sono stati bloccati in diversi paesi. Ancora è da vedere se gli Usa vorranno sfruttare queste informazioni per sfidare la censura, considerata una “barriera commerciale”: nel frattempo, però, il governo Usa ha chiesto a Google informazioni sullo stato della censura 4,287 volte nel primo semestre del 2010; un altro migliaio il governo britannico.

Il nuovo Transparency Report mette nero su bianco su una cartina geografica dove i servizi di Google risultano disponibili nel mondo, in modo tale da tracciare la “geografia della censura”.I gruppi dei dirirri civili hanno applaudito a questa iniziativa di Google (che, dalla vicenda del cyber-attacco cinese di metà gennaio si è trasformata in nèo paladina delle libertà online), tuttavia chiedono a Google di fornire ulteriori dettagli.

Se la censura colpisce soprattutto in paesi sotto dittature, ciò non significa che non venga applicata anche in democrazia. Sette tribunali statunitensi hanno per esempio ordinato a YouTube di rimuovere contenuti, dal luglio 2009 a fine dell’anno scorso. Interessante è il grafico dello stato della censura in Iran: nel paese a YouTube è stata staccata la spina dal 13 giugno, dai primi casi di disordini e rivolte in Iran dopo le elezioni “truccate”.

Lo chief legal officer David Drummond ha infine spiegato  sul blog che Google ha aggiornato il Government Requests map interattivo con nuovi dati dalla prima metà del 2010. Circa un anno e mezzo fa Google, Micrsoft e Yahoo! lanciarono la Global Network Initiative, un gruppo anti censura che però non ha riscosso grande popolarità (nessun altra grande azienda si è iscritta). La censura è ormai un affare globale, ben due dozzine di paesi al mondo la applicano sistematicamente a un ampio spettro di informazioni.

Google misura la febbre della censura online
Google misura la febbre della censura online
Autore: ITespresso
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