La minaccia della pedofilia costringe Microsoft a chiudere le sue chat room

NetworkProvider e servizi Internet

Una decisione drastica per la salvaguardia dei minori.

Dal 14 ottobre, in Europa, Medio Oriente, America Latina e diversi paesi asiatici, per un totale di 28 paesi, il servizio MSN di Microsoft chiuderà tutte le chat room, condizionando anche il funzionamento di alter simili. Come leader in questo settore, ci sentiamo responsabili e riteniamo necessario provvedere ad un cambiamento poiché i servizi di chat online sono sempre più oggetto di uso scorretto dicono i responsabili di Microsoft. Le associazioni in difesa dei minori hanno accolto la decisione come un passo di grande importanza verso una maggiore protezione dei giovani navigatori. Ma, daltra parte, la decisione ha innescato un acceso dibattito tra i difensori del diritto di parola, gruppi di difesa dei diritti dei minori e concorrenti di Microsoft, sul modo corretto di controllare i forum online, nati prima del web e fondanti per la crescita di internet quale mezzo di comunicazione di massa. Tra i diretti concorrenti di Microsoft, AOL, Yahoo e linternet service provider britannico Freeserve, hanno dichiarato che la decisione di Microsoft non mette affatto in discussione le loro policy. Lunico servizio che sarà ancora disponibile in alcuni paesi, per esempio la Gran Bretagna, sarà MSN Messenger, linstant messaging gratuito, che non è così aperto e consente un maggior controllo sullidentità dellinterlocutore. Le chat room o altri servizi MSN saranno sottoposti a supervisione da un adulto 24 ore su 24, o attivati solo su abbonamento con carta di credito. Dunque, mai più una chat room non controllata e gratuita su nessun sito MSN in tutto il mondo. Tutto ciò accade per una crescente preoccupazione, nata tra gli esperti, per lanonimità delle chat in rete, che consentirebbe ai giovani e ai bambini di essere colpiti da adulti che si fanno passare per bambini. Non sono rari i casi di ragazzini di età inferiore a 16 anni, contattati da persone che fingono di avere la stessa età, ma che sono in realtà adulti che cercano approcci offensivi. Secondo recenti statistiche, un bambino su cinque dai 9 ai 16 anni frequenta regolarmente le chat room; oltre il 50% è stato coinvolto in chat su argomenti sessuali; circa il 25% ha ricevuto la proposto di un incontro faccia a faccia; uno su 10 ha di fatto incontrato qualcuno faccia a faccia. In crescita anche lo spam: molti si introducono nelle chat per raccogliere dati personali, indirizzi email e costruire liste di spam. MNS ha ammesso che alcuni frequentatori di chat potrebbero prendere malamente la notizia, ma, pur rammaricandosi per gli utenti responsabili penalizzati, sostiene la necessità di una salvaguardia del complesso degli utenti.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore