La missione della tecnologia

Aziende

Due giorni di dibattiti, tavole rotonde e diverse mostre dove protagonista è stata la tecnologia, come motore della crescita e dell’innovazione, e come madre di tanti prodotti e soluzioni concreti. Questo è stato il primo Cisco Expo, tenutosi a Milano lo scorso 27 e 28 settembre

Tecnologia uguale a competitività? Semplificando molto è proprio questa la ricetta emersa al Business Day del Ciscoexpo, dove imprenditori, politici e esperti di tecnologia si sono confrontati sul metodo da adottare per far riprendere competitività al Paese. “Purtroppo l’impiego della Rete e dell’Ict come strumento per incrementare la produttività aziendale è ancora sottovalutato”, ha detto Stefano Venturi, Amministratore Delegato di Cisco Italia. “Molte imprese italiane continuano a considerare l’investimento in tecnologia una spesa e non un fattore produttivo”. È quindi anche una questione di cultura delle imprese, della parte politica, di tutto il sistema Paese. Su questo fronte Cisco gioca da sempre un ruolo importante, basti citare le Networking Academy, una rete di scuole a cui rivolgersi per apprendere come progettare, realizzare e amministrare una rete, in cui Cisco ha investito in 3 anni 21 milioni di euro. Un programma sviluppato e divulgato in collaborazione con le istituzioni accademiche; oppure il laboratorio italiano acquisito da Pirelli dove si sviluppano tecnologie fotoniche per le reti del futuro. In particolare Venturi si è soffermato sullo sviluppo della banda larga, un’area in cui l’Italia a dire il vero eccelle, almeno a livello di chilometri di cavi posati, con tassi di crescita superiori al 100% negli scorsi anni, come ha confermato Stefano Pileri, Chief Technology Officer di Telecom Italia. Proprio per questo secondo Venturi sarebbe possibile essere i primi a creare applicazioni e servizi, dare vita a un’industria, un ecosistema che potrebbe diventare un esempio per l’Europa. Naturalmente la difficoltà all’affermazione in questo campo sta anche in un’industria troppo abituata a stare a guardare e troppo prudente negli investimenti, come dimostra lo studio di Alfredo Ambrosetti, Presidente del Club Ambrosetti.

Autore: ITespresso
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