La mobilità nel mercato italiano dell’Ict

Workspace

Una ricerca Idc, commissionata da Intel, fa il punto sui mobile worker ovvero i lavoratori che non risiedono costantemente in ufficio

Sono già quasi 80 milioni in Europa ed entro il 2007 supereranno i 100 milioni: parliamo dell’esercito dei mobile worker. I lavoratori che non sono fissi alla scrivania in ufficio, ma sono mobili, sono stati oggetto di una ricerca condotta dalla società di analisi IDC per conto di Intel. La ricerca evidenzia come, sull’onda di evoluzioni tecnologiche nelle r eti di telefonia mobile di terza generazione (UMTS e GPRS), del sempre maggior utilizzo di notebook (le cui vendite nel terzo trimestre 2004 sono aumentate del +30% a scapito dei PC desktop, solo +14%) e della crescente adozione delle reti wireless, si vada affermando una nuova tipologia di utente, aziendale e residenziale, caratterizzato da una elevata mobilità. Andando ad analizzare le aziende in cui almeno il 10% degli addetti è mobile, prevedibilmente la parte del leone la fanno i servizi, con il 40% circa delle aziende, seguiti da commercio (33%), finanza (28%) e industria

manifatturiera (23%). Sebbene in misura minore rispetto alle imprese commerciali, anche la pubblica amministrazione sta abbracciando il mobile: per il 20% di enti pubblici almeno il 10% degli addetti è mobile. “A nostro parere vi sono due elementi chiave che le aziende dovrebbero tenere in considerazione quando valutano la possibilità di adottare soluzioni mobile: la frequenza con cui le informazioni sono aggiornate e la frequenza di accesso alle informazioni stesse“, afferma Alessandro Lorenzelli, Senior Consultant di IDC Consulting Italy. Ma sicurezza e tecnologia non vanno sottovalutate, anzi: “Oltre che alla disponibilità di tecnologie e di processori mobili e alla vasta presenza di hot spot, il crescente sviluppo del mobile computing è dovuto soprattutto all’offerta di notebook sempre più leggeri e con prestazioni all’avanguardia, come per esempio il modello IBM Thinkpad X40, in grado di soddisfare le esigenze più sofisticate, grazie anche alla batteria studiata per offrire quasi otto ore di autonomia wireless”, sottolinea Daniela Troina, Director of IBM Personal Computing Division, South Region. “Inoltre, le soluzioni IBM sono in grado di affrontare in maniera efficace tutti gli aspetti riguardanti la sicurezza, aumentando ulteriormente la protezione dei dati, grazie all’introduzione del primo notebook dotato di lettore integrato di impronte digitali, l’IBM ThinkPad T42 con Fingerprint “.

Autore: ITespresso
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