La morte del Web: Web Apps e Internet economy mettono nell’angolo il browser

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Il direttore di Wired USA Chris Anderson e l’editorialista Michael Wolff stanno cercando, come in una spy story, chi sia l’assassino del Web. Web apps e mercato sono gli insoliti sospetti

La prima guerra dei browser (fra Netscape e Internet Explorer, vinta da quest’ultimo) sancì la primavera del Web. Da allora, dopo lo sboom della New economy nel 2000, di acqua è passata sotto i ponti e di Terabyte sotto i brwoser. Ma oggi il Web sarebbe in declino: a sancire il requiem del Web è Chris Anderson, il guru di Wired, la cosiddetta “Bibbia di Internet”.

A morire non è Internet, sia chiaro: e-mail, Skype (prossima all’Ipo), social network e applicazioni sono in grande salute. A morire sarà il Web, sorpassato nell’era delle Web apps e della nuova Internet economy, che vuole rendere profittevole ciò che finora è stato gratis sul Web.

Il Web mobile, dove persino Google dichiara che la Net neutrality (neutralità della rete) può essere messa da parte per far guadagnare le Tlc e i vendor di smartphone e Web apps, è la nuova frontiera da conquistare per gli ex “cowboy delle console”, oggi in cerca di un nuovo Eldorado (non gratuito ma a pagamento).

Il direttore di Wired USA Chris Anderson e l’editorialista Michael Wolff stanno cercando, come in una spy story, chi sia l‘assassino del Web: se il mercato (che investe massicciamente nei social network come Facebook col suo mezzo miliardo di utenti); o se è l’utente di smartphone e iPhone che non visita più volentiere i siti Web, perdendosi nell’ipertesto di link in link, ma “naviga” invece saltellando di Web app in Web app, le nuove “isole nella Rete” dell’era Mobile. Il “modello Google” di open Web in cui è l’utente a interrogare e ricercare ciò di cui ha bisogno, sarebbe al tramonto, per far posto a una nuvola di dati facili da interpretare e semplici d’uso. Alla “serendipity” della ricerca online, l’utente mobile oggi preferisce la certezza di un’applicazione bell’e pronta. Insomma: al gourmet dello slow food si preferirebbe la filosofia del “cotto e mangiato” del fast food.

Quale futuro per il Web? Gli scenari possibili, secondo i due autori degli articoli-choc (apparsi e discussi prima su Web che su carta), sono due: da una parte si ipotizza la creazione di una nuvola di apps a rimpiazzare il vecchio desktop; dall’altro, si prevede una verticalizzazione di Internet (ricordate i portali?). Ad ogni modo una sfrenata rincorsa per monetizzare il mondo digitale.

In questo scenario appaiono sorpassati il browser e il vecchio desktop: ma ricordiamo che Chris Anderson aveva già dato per spacciato il Web nel lontano 1997. E da allora il Web, il Web 2.0 e il cloud computing ne hanno fatta di strada. Per un mondo post-Html e post-browser c’è forse tempo, anche se sono innegabili l’ascesa degli smartphone (mercato a doppia cifra, dove Android ha però superato iPhone), di iPad (già al 6% del segmento mobile) e tablet e prossimamente di Google Tv.

Le Web apps uccidono l'Open Web?
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