La multimodalità di Comverse

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Sarà lutente a decidere tra dati, immagini e voce.

Una interessante ricerca sulla multimodalità è stata presentata, nei suoi risultati preliminari, da Comverse – divisione di Comverse Technology e fornitore di software e di sistemi per servizi multimediali di Tlc – e da The Yankee Group, la società di Boston specializzata in ricerca e in consulenza hi-tech. Intesa come una nuova maniera di intendere linterazione con il terminale dellutente, la multimodalità può servirsi del tatto, della vista e della voce, in base al contesto o alle preferenze personali. Scopo della ricerca era comprendere le reazioni dei vari tipi di utenti nei confronti dei nuovi servizi multimodali. Il programma prevedeva tre simulazioni con alcuni focus group a Boston, Francoforte e Londra, composti da diverse fasce di età (18-25, 25-35, 35-50). Oltre ai focus, la ricerca prevedeva anche interviste con individui configurabili come early adopters/active users. I risultati definitivi, che verranno resi noti al Ctia Wireless di Orlando (Florida, 18/20 marzo 2002), possono essere riassunti in tre punti. Il primo è che la multimodalità migliora la qualità della vita quotidiana, anche se ci sono alcune perplessità affidabilità, costi, semplicità di utilizzo, intrusività delle nuove tecnologie. I benefici sono il secondo punto tutte le persone coinvolte nella ricerca sono state concordi sui vantaggi potenziali. Lultimo punto è dato dalla competitività della multimodalità a fronte di vantaggi concreti, cè un incremento dei prezzi. Ma i nuovi servizi di telefonia mobile potrebbero essere tarati e implementati on-demand, come potenziamento delle applicazioni esistenti.

Autore: ITespresso
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