La musica libera dei RadioHead fa tremare le Major

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A ciascuno il suo album a offerta libera? Il popolare gruppo musicale lascia
agli utenti in Rete la possibilità di decidere quanto pagare per il download del
suo settimo Cd

IT’s up to you: decidi tu. L’utente in Rete è responsabile delle sue azioni, è quindi in grado di decidere anche il prezzo delle canzoni. I Radiohead, gruppo cult musicale senza casa discografica, danno un sonoro schiaffo alle etichette discografiche, alla Riaa, alle Major coi loro Drm, ma anche ai prezzi ingessati dei music store digitali come a iTunes di Apple. In Rete è l’utente che decide (è protagonista del Web 2.0 come affermava il Time pochi mesi fa con la celebre copertina a specchio: l’uomo dell’anno siete Voi ), e il notissimo gruppo musicale RadioHead concede agli utenti l’opportunità di fare un’offerta libera a chi vorrà scaricare da Internet il loro nuovo album, intitolato In Rainbows. Finora gli utenti sono stati additati come pirati, dediti a violazioni illegali di copyright, oppure come clienti da tenere sott’occhio con rigidi sistemi anticopia (Digital rights management), i lucchetti per blindare i contenuti digitali. La tariffa, da decidere liberamente, è invece un regalo della band di Thom Yorke al popolo di YouTube e del Web 2.0. Fissato l’equo compenso, a propria scelta, sul sito si riceverà immediatamente un codice di attivazione da impiegare dal 10 ottobre. L’offerta libera dei RadioHead, se sarà un successo come sembra dal tam tam mediatico suscitato in Rete, fa tremare le etichette discografiche. Internet può aggirare il sistema della distribuzione musicale? Così sembra. Per la conaca: una versione deluxe con 2 Cd + 2 vinili sarà nei negozi a circa 60 euro.

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