La normativa italiana sul copyright va aggiornata all’era Internet

CyberwarSicurezza

Lo afferma il Sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi che vorrebbe
maggior riguardo verso i consumatori e minore severità verso chi scambia file.
Nel segno della tutela dei diritti di autori e editori

Aldilà del caos mediatico, la sentenza della Cassazione che ha assolto gli studenti torinesi (per fatti antecedenti alla più recente Legislazione su file sharing e diritto d’autore), un merito sembra averlo avuto. Non parliamo ovviamente del polverone sollevat o, che ha fatto tanto rumore per nulla (il download era e resta illegale), ma del coperchio sollevato alla pentola del Copyright nell’era di Internet. A tal proposito anche il Sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi ha voluto dire la sua: ha chiesto maggior rispetto verso i consumatori (vessati dai Drm nell’epoca della riproducibilità digitale) e minore severità verso chi scambia file, con “tanta naturalezza” come avveniva per i ragazzi degli anni ’60 e ’70 a scambiare figurine all’uscita di scuola. Ovviamente, queste considerazione faranno infuriore Bsa, Siae e federazione fonografici eccetera. Tuttavia, c’è del vero: come dice il Sottosegretario, “va trovato un equilibrio più equo”. Forse è giunta l’ora di superare la Legge Urbani? Per lo meno di aggiornare la normativa sul copyright nell’epoca delle Reti, alla ricerca di un equilibrio fra le necessità degli editori e quelle dei consumatori. Tutelare gli interessi degli autori e editori deve andare a braccetto con la tutela dei diritti dei consumatori. Ovviamente, il dibatto è aperto.

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