La notte della Rete

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Dalla Rete giunge un coro di no alla censura. Fra petizioni online, campagne virali, attacchi al sito, notti bianche, video e dichiarazioni (di cyber attivisti, giornalisti, politici, blogger e cittadini) un concetto è ormai chiaro: la Rete si è mobilitata contro la Delibera AgCom sul diritto d’autore online. L’ultima iniziattiva è la sera del 5 luglio: “La notte della Rete“, una non stop per illustrare cosa non va con la Delibera dell’AgCom. I punti controversi della Delibera che dal 6 luglio va al voto preliminare, accusata di voler dare un giro di vite alla libertà d’espressione online, con la scusa della lotta alla pirateria

Il varo della Delibera sul diritto d’autore online dell‘AgCom si è tramutato in una discussione, anche se ancora non ha accolto nessuna delle 50 osservazioni in seguito alla consultazione pubblica sulla linee guida pubblicate lo scorso dicembre. Venerdì scorso ambienti vicini alla presidenza dell’Authority hanno annusato l’aria che tira, dopo l’attacco di Anonymous contro la stessa AgCom. La Rete è in subbuglio: l’AgCom prevede che la riunione del 6 luglio sarà solo un passaggio per formalizzare un articolato da rimettere in discussione. L’AgCom, presieduta da Corrado Calabrò, potrebbe addirittura far slittare la discussione a data da destinarsi, facenbdosi carico della richiesta di moratoria che da più parti è stata sollevata. Dunque, ancora è presto per dire che la Rete ha vinto la battaglia, ma qualcosa si sta muovendo. Del resto, il cyber attacco di Anonymous e LulzSec contro AgCom, che ha paralizzato il sito dell’Authority per ore, ha fatto il giro dei siti Web. Le petizioni online, le campagne virali, i video, gli interventi e le interviste agli esperti sono sulla cresta dell’onda da mesi.

E allora, vediamo quali sono i punti oscuri o controversi della famigerata Delibera AgCom. Il provvedimento che verrà varato il prossimo 6 luglio potrebbe mettere un bavaglio alla “libertà d’espressione in rete” e innecascare dinamiche di “procedimento sommario, la cancellazione di un contenuto multimediale dallo spazio pubblico telematico”. All’Hackmeeting 2011, di Firenze, Richard Stallman, guro del software libero e della Free Software Foundation (Fsf) e delle licenze libere Gpl, ha definito repressiva la delibera dell’AgCom: “In Italia dovrebbe essere cancellata subito. É contro i diritti umani“.

Se il 6 luglio entra in vigore la Delibera AgCom, l’Italia diventa l’unico paese che affida la materia della regolamentazione, e non solo della vigilanza, ad una autorità amministrativa, invece di discuterne in parlamento e intervenendo con lo strumento legislativo; rimane dubbio il controllo del controllore (in quanto AgCom non è autorità giudiziaria bensì amministrativa, e va sottoposta a monitoraggio se si arroga il ruolo di “sceriffo della rete“); è ambiguo il ruolo di Facebook e Google come piattaforme o Isp; gli intenti repressivi del provvedimento non vanno a tutela dei detentori di diritti; il provvedimento si applica anche ai siti gestiti su server stranieri. Inoltre i provider italiani (Isp) potrebbero essere costretti a fronteggiare ingenti spese economiche per rispondere alle richieste inoltrate all’Agcom, rischiando investimenti.

Favorevoli alla delibera sono Fimi e Confindustria, gli Stati Uniti e i grandi detentori di diritti. Enzo Mazza di Fimi ha detto che l’enforcement di AGCOM è regolare e democratica, e che non intravede violazione dei diritti civili. Ma da giorni è scattata la protesta, perché gli svantaggi adombrati dalla Delibera AgCom sembrano superiori ai vantaggi, vantati dai grandi detentori del diritto d’autore. Il presidente italiano dell’Antitrust, Catricalà, ha detto che in Italia serve una nuova normativa sul copyright online. Ma una legge votata in Parlamento è cosa diversa da una Delibera dell’AgCom, accusata di “violare i diritti fondamentali del cittadino”.

Se verrà varata così com’è, è probabile il ricorso al Tar del Lazio per chiedere il blocco alla Delibera, forse anche a Bruxelles. Alcuni siti Web potrebbero essere tentati dallo spostarsi all’estero, magari in Islanda (dove esiste una legislazione libertaria per i blogger), o presso provider stranieri che fondano la loro mission aziendale sulla neutralità della Rete (net neutrality). La Rete risponde con tutti i suoi mezzi alle “minacce” della Delibera AgCom. Aspettando il 6 luglio, intanto partecipiamo la sera del 5 luglio alla Notte della Rete. Per dire no alla censura online, che da sempre mette il bavaglio ai Net citizen di Cina, Iran e Birmania. Per dire sì alla libertà d’espressione dentro e fuori la Rete.

Delibera Agcom nella bufera
Delibera Agcom nella bufera
Autore: ITespresso
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