La nuova Europa stimola l’IT

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I nuovi dieci paesi entrati nell’Unione Europea, il primo maggio,
dovranno sanare il loro gap informatico

Per ora vale poco meno dell’8% del mercato IT europeo, ma il peso dell’informatica dei nuovi dieci paesi entrati a far parte del’Unione Europea è destinato a crescere nei prossimi anni, fino a valere nel 2007 circa il 10% dell’intero mercato, grazie a una crescita tre volte più veloce di quella che vivranno i “vecchi” paesi dell’Europa occidentale. E’ Gartner Group a sostenere questo trend, ora che Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Cipro, Slovacchia e Slovenia dal 1 maggio fanno parte dell’Unione Europea. Il gap tra i paesi delle “due” europee è ancora evidente, ma grazie agli investimenti della Ue, ai progetti tecnologici che riguarderanno le economie locali e ai capitali delle aziende che porteranno importanti risorse finanziarie in questi mercati, il settore IT riceverà spinte significative per la sua crescita. Senza sottovalutare le problematiche che via via incontrerà, dalle spese inevitabili per adeguare infrastrutture, hardware, servizi, all’accettazione dei nuovi standard normativi. Secondo Gartner, gli stati più avanzati dal punto di vista dell’infrastruttura IT ? Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia ed Estonia ? rappresentano anche i paesi a più alto potenziale per i vendor. E se Polonia e Ungheria dovranno lavorare per recuperare anche un ritardo significativo, Estonia e Slovenia non hanno niente da invidiare ad altri stati già membri. Una affermazione che dovrebbe fare riflettere paesi come l’Italia, dove l’informatica ha subìto una battuta d’arresto negli ultimi anni e che fatica ad affermare la sua competitività sui mercati.

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