La nuova legge sui cookie non è presa sul serio

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Sono quasi 100 su 100 i siti britannici che ignorano la direttiva
europea sulla raccolta di informazioni personali dei navigatori.

Il 98% per siti web britannici non si conforma alla nuova legge sull’utilizzo dei cookie introdotta ieri, secondo lo studio condotto da WebAbacus. Secondo la direttiva che deve regolare le comunicazioni elettroniche, chiamata Privacy and Electronic Communications (EC Directive) Regulations 2003, è stata modificata la legge che riguarda l’utilizzo dei cookie e simili dispositivi per la raccolta di informazioni su internet. I cookie vengono utilizzati per fornire agli amministratori dei siti i profili dei singoli visitatori, in modo da presentare a questi ultimi in tutte le visite successive informazioni specifiche e rilevanti. Secondo la nuova legge, ai visitatori dei siti web devono essere dati chiari e comprensibili ragguagli su come le informazioni su di loro vengono raccolte e utilizzate. E non solo, gli utenti avrebbero il diritto di opporsi alla raccolta delle stesse. Secondo Alex Chapman, dello studio legale Briffa, la percentuale di siti che non hanno raccolto la direttiva, non è affatto sorprendente: la legge deve essere resa più chiara. Questa legge, ha affermato, che ha dei buoni spunti, è un altro esempio di legge creata da persone che non capiscono come funziona internet. Le indicazioni, continua, del Ministero del commercio e dell’industria e dell’Information Commission non sono chiare. «Cosa succede se un utente si oppone? Devono essere indirizzati su un sito mirror che non contiene cookie? Si dovrebbero piuttosto dare indicazioni su come disabilitarli». L’agenzia responsabile, l’Information Commission, ha declinato qualsiasi commento, salvo esprimere il disaccordo con le cifre elaborate da WebAbacus. Non sappiamo quali criteri abbiano utilizzato, dunque è difficile esprimere un giudizio».

Autore: ITespresso
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