La nuova stella del software

Management

Symantec acquista Veritas. Con uno scambio azionario del valore di 13,5 miliardi di dollari, la regina della security ingloba la società conosciuta soprattutto per le soluzioni di backup e disaster recovery.

La Soap-Opera dell’anno Oracle-Peoplesoft è appena terminata. I protagonisti hanno abbandonato le scene, tutti a casa, vincitori e vinti e un unico nome sopravissuto, quello di Oracle, che ha digerito Peoplesoft, il killer di Jd Edwards. Questa, la mega acquisizione. Nel contempo, hanno avuto luogo decine di acquisizioni minori, tutte in larga misura concentrate nel settore del software. Nella top ten della classifica di mercato non c’è azienda che non abbia proceduto a incorporare una qualche tecnologia. Certo, una volta ottenuto l’OK dell’antitrust al nuovo conglomerato software si credeva che sorprese, nell’ultimo mese dell’anno, non dovessero essercene più.Tutti erano con lo sguardo rivolto al 2005. Certo, voci di mega fusioni e acquisizioni hanno continuato a rincorrersi, in primis l’affaire Microsoft-Sap, poi tramontato. Il tutto lascia però intendere che il mercato del software è interessato da forze dirompenti che determinano un cambiamento degli assetti attuali, come dire, una deriva dei continenti (software), che nella loro evoluzione attraggono a sé terre emerse, fertili e ricche di potenziali riserve energetiche. Se nel passato le società di software erano per lo più società minori, una galassia di nomi con qualche decina o centinaia di migliaia di dollari di fatturato, satelliti di pianeti in costante mutamento e accelerazione (Sap, Ibm, Computer Associates, Oracle?), oggi si nota che nuove aggregazioni di materia software hanno modificato le componenti in gioco. Al di là delle forze che hanno portato a conclusione l’operazione matrioska di Oracle, segnatamente condizionata dalla necessità di andare ad allargare il più tradizionale dei business, vale a dire quello delle applicazioni erp-gestionali, due sono le dinamiche che hanno scatenato il ribaltamento del mercato del software. La sicurezza e lo storage. Basta andare a vedere quante di queste aziende che operano nei rispettivi settori hanno proceduto ad acquisizioni: tante, davvero tante. I motivi? Sia la sicurezza che lo storage hanno compiuto il passaggio da tecnologia di prodotto a soluzione. Dalle singole componenti, si passa a una dimensione di processo che vede l’integrità e la disponibilità dei dati come elemento centrale della proposizione dell’offerta. L’acquisizione di Veritas da parte di Symantec va letta soprattutto in questo senso. E’ un’operazione coraggiosa, che sottindende un disegno strategico con una sua eleganza ed originalità. Si apre un nuovo ciclo nel mondo del software le cui evoluzioni non sono del tutto prevedibili, e si innesca un rinnovato impulso a ricercare soluzioni innovative. Ovviamente, come sempre, vedremo se le potenzialità del matrimonio, sapranno essere sfruttate appieno. Certo non ci si può esimere dall’affermare che aziende software del calibro di Symantec, nate in un contesto inizialmente di nicchia, possono aspirare a moltiplicare la propria dimensione soltanto inglobando società complementari che inneschino business diversi. La security si estende a concetti quali business continuity, la capacità di dare garanzia di continuità alle attività di business, senza che queste siano compromesse da attacchi interni/esterni alla rete aziendale, compito essenziale del software di security, ma allargando la filosofia della sicurezza all’integrità e disponibilità del dato, quindi le operazioni di backup, attività sulla quale è nata la fortuna di Veritas, diventata nel tempo una società con ambizioni sempre più velleitarie che l’hanno portata a ricercare un ruolo a tutto tondo nelle funzioni di data management. L’antagonista diretto di Veritas, Legato, era a suo tempo già stato metabolizzato da Emc andando a costituire una componente di un’offerta di storage o data management altrettanto ambiziosa. Un’azienda del calibro di Symantec era obbligata a fare il grande salto. Lo scontro in atto sul segmento in cui si muoveva l’azienda si stava spostando sempre più verso le alte sfere del mercato dell’Information Technology. La sicurezza diventa parte integrante del modello di business di Microsoft, Cisco, Ibm. Sono questi i concorrenti veri di Symantec. Ora, è da capire come si coniugheranno e integreranno le rispettive culture e modelli. Da una parte Symantec, un’azienda il cui 50% del fatturato proviene dal mondo consumer, dall’altra quella di Veritas, focalizzata sulle media e grande impresa. Sulla carta una felice mediazione, copertura di tutti segmenti, nessuna sovrapposizione. Tutto è riposto nella capacità finanziaria amministrativa del management e nell’abilità nel gestire il passaggio a un’azienda con un portafoglio prodotti che deve confluire nel tempo in una logica diversa da come è stata condotta fino adesso all’interno delle rispettive compagini aziendali. Symantec ha 6mila dipendenti, Veritas 7mila. La società che deriva dall’integrazione delle due aziende

Autore: ITespresso
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