La pirateria informatica in Lombardia e Italia

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L’Italia svetta nella lista nera dei Paesi ad alto tasso di pirateria dall’Office of the United States Trade Representative. I dati per la Lombardia e le singole province

La pirateria non demorde in Italia: secondo Bsa, l’Italia è seconda in Europa per pirateria, un ben poco invidiabile podio. A  livello nazionale, la pirateria informatica (quindi non solo quella associata al canale distributivo) resta del 49% per un giro d’affari stimato tra i 3,5 e i 7 miliardi di euro. Il tasso è elevato soprattutto se paragonato a quello della contraffazione in altri settori merceologici: la contraffazione degli orologi è del 5%, dei profumi il 10% e della moda del 20%; nel comparto audiovisivo il tasso di pirateria sale al 25%.
Vediamo i dati della Lombardia, che emergono da una ricerca di Microsoft. Dalla prima rilevazione in Lombardia oltre cinque anni fa ad oggi sono stati visitati 1570 punti vendita e per 126 volte il Mistery Shopper (l’acquirente misterioso) ha rilevato qualche irregolarità nella vendita dei prodotti Microsoft: il tasso di pirateria regionale medio dal 2005 ad oggi ha subito tuttavia un leggerissimo decremento, passando dal 9% all’8%, un dato abbastanza contenuto se paragonato alla media del 18% rilevata a livello nazionale dal 2005 ad oggi, ma nettamente superiore alla media del 5,4% riferita alle sole regioni del Nord Italia. Nel confronto con le regioni limitrofe, la Lombardia si attesta all’8%, con un tasso di molto inferiore al Piemonte (che registra una media negli ultimi 5 anni del 16,6%), all’Emilia Romagna e al Veneto (il cui tasso si attesta rispettivamente sul 15% e sul 13%). Tra le Regioni confinanti, la Lombardia è tuttavia meno virtuosa del Trentino Alto Adige, con una media del 2%.

Su base provinciale i risultati evidenziano come Lodi sia il capoluogo di provincia più colpito dal fenomeno con un’offerta su 4 di software Microsoft non originale. Al secondo posto spicca Brescia con il 23% di software non genuino, seguita da Sondrio con il 20%. Più distanziata è Como che si attesta all’11%, Pavia con 8%, e Bergamo e Varese con il 7% sono sotto la media. Cremona, Lecco e Monza i capoluoghi di provincia più virtuosi dove solamente il 2% delle visite ha effettuato un’offerta di software Microsoft non originale. E Milano, il maggiore mercato finanziario italiano, si attesta ai livelli bassi della classifica, con un 6% di software piratato non originale.

Il tasso di pirateria informatica pesa sull’Italia: infatti il paese è inserito nella lista nera dei Paesi ad alto tasso di pirateria dall’Office of the United States Trade Representative e ciò determina un freno agli investimenti nel nostro Paese da parte delle aziende straniere.
A livello globale la quota di vendite di merci contraffatte vale dal 7% al 9% sull’intero commercio mondiale e secondo l’OCSE i soli prodotti contraffatti che hanno attraversato qualche frontiera doganale valgono 200 miliardi di dollari.
Prendendo in esame anche i prodotti consumati all’interno della stessa area doganale (UE, NAFTA, ecc) si totalizzano oltre 600 miliardi di dollari.

Idc e Bsa: non cala la pirateria in Italia
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Autore: ITespresso
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