La pirateria non dà segni di cedimento

CyberwarMarketingSicurezza

L’identikit del pirata non cambia: rimane una persona istruita, con passione per la tecnologia ed età compresa tra i 15 e i 34 anni. La geografia della pirateria digitale nel mondo

Niente di nuovo sotto il sole: nonostante tutto (maximulte, caccia a Pirate Bay, dibattiti su Dottrina Sarkozy, Legge Hadopi, AgCom e Decreto Romani, il37 % dei 2.017 intervistati da IPSOS si definisce pirata e il report mette a segno un incremento del 5% rispetto al 2009. Forse complice la crisi, la pirateria non demorde. L’identikit del pirata non cambia: rimane una persona istruita, con passione per la tecnologia ed età compresa tra i 15 e i 34 anni.

Ma il 24% dei pirati abituali smetterebbe se l’offerta legale permettesse ai contenuti video di uscire in simultanea su tutti i mezzi (cinema, home video, download) o usciti in contemporanea mondiale. E il 72% si dice interessato ad offerte simili.

Anche a livello mondiale è boom della pirateria. Emerge anche da un’analisi di MarkMonitor sul traffico generato dai siti web che offrono contenuti contraffatti e piratati. Daei dati raccolti nel corso del 2010 emerge che i primi tre siti web classificati di “pirateria digitale” – rapidshare.com, megavideo.com e megaupload.com – generano collettivamente più di 21 miliardi di visite all’anno. I dati di traffico di 48 siti che vendono beni contraffatti mettono insieme 240 mila visite per giorno in media. La geografia della pirateria è la seguente: il 73% dei siti di contraffazione e il 67% dei siti di pirateria digitale sono ubicati in Europa occidentale o in Nord America; l’hosting in Europa dell’Est arriva al 14$ dei siti, mentre il 9% sono ospitati in Asia.

Lo stato della pirateria in Italia e nel mondo
Lo stato della pirateria in Italia e nel mondo
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore