La politica e la Rete: rapporto sincero o strumentale?

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Non si è mai avuta tanta attenzione della politica verso Internet come in questi ultimi tempi

Sembra sia divenuta una nuova moda della politica. Non solo essere presenti su Facebook, ma parlarne e non sempre in maniera attenta e corretta.

In particolare, si fa riferimento alla famosa questione della regolamentazione della Rete che ha visto prima Berlusconi sottolineare la necessita’ di disciplinare Internet e poco tempo dopo Veltroni che parla di liberta’ della Rete riferendosi in maniera esplicita a quanto affermato dal Presidente del Consiglio.

Insomma la querelle politica si sposta anche in Rete e sulla Rete, ma con il rischio che a farne le spese sia proprio la Rete.

La Rete nasce libera ed e’ giusto che non vada imbrigliata, ma un conto e’ la liberta’ ed altro conto e’ l’arbitrio. Stiamo vedendo come negli ultimi tempi la criminalita’ sta concentrando la propria attenzione proprio su Internet come strumento per realizzare i propri obiettivi, facilitando la realizzazione di crimini gia’ noti prima della Rete e consentendo la realizzazione di nuovi crimini informatici.

Inoltre specie per gli adolescenti le insidie della Rete sono tante ed e’ giusto che in qualche modo si cerchi di correggere queste storture senza pero’ arrivare a censurare Internet.

Ma come? Sicuramente non con i proclami dei politici in cerca di facili consensi, ma in modo oculato, ponendosi in un’ottica internazionalista e pragmatistica avvalendosi della preziosa collaborazione degli operatori del settore.

Ed e’ proprio questo il punto, solo chi lavora con Internet puo’ effettivamente dare il contributo migliore e suggerire le soluzioni piu’ corrette.

[ StudioCelentano.it ]

Autore: ITespresso
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