La Privacy è la Cenerentola del Web

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La Privacy online rimane un optional, nonostante tutti i princiali siti siano pronti, a parole, a difendere la riservatezza degli utenti. Anche chi ne aveva decretato la prematura scomparsa, nell’era dei social network, come il Ceo di Facebook e i “golden boys” californiani, ha dovuto fare una parziale retromarcia: è vero che gli utenti sono i primi a rinunciare alla privacy in cambio di un servizio gratis, ma è anche vero che (prima o poi) si pentono di tanta mondana spregiudicatezza e chiedono più tutela delle informazioni online. Ma la voragine privacy in cui sono caduti 114 mila utenti Usa di Apple iPad via At&t (comprese le e-mail violate del Sindaco di NY Michael Bloomberg e del Ceo del New York Times, Janet Robinson) dimostra che c’è da lavorare di gran lena per blindare la privacy degli utenti. E le aziende? Secondo Accenture troppe imprese sono un colabrodo: il 58% delle aziende dichiara di aver perso dati sensibili negli ultimi due anni. Che fare?

Settimana scorsa due nuovi imbarazzanti episodi hanno messo la Privacy online sottopressione. Archiviato per ora il “caso Facebook” e il “caso Google Street View”, la Rete è inciampata in una nuova madornale voragine Privacy: è stata violata la privacy e sono stati esposti i dati di 114mila utenti di Apple iPad (risoprannominato iLeak per l’occasione) tramite una falla nel sito del colosso Tlc At&t. Pochi giorni dopo è toccato ai pre-ordini record di iPhone 4 di inciampare in un nuovo bug privacy del sito di At&t.

Gli utenti, il cui account e-mail è stato esposto sul Web, adesso sono vulnerabili allo spam, e rischiano di essere al centro di junk e-mail e truffe via phishing; e malware mirato.

McAfee parla di grave gaffe per Apple e il suo partner in esclusiva AT&T: una mole così vasta di dati personali compromessi non aiuta neanche AT&T a rendersi simpatica presso l’utenza Apple, già disaffezionata per i problemi al Wi-Fi (in cui è inciampato perfino il Ceo Steve Jobs all’evento di iPhone 4).

Ma la privacy è proprio la Cenerentola del Web? Secondo Accenture troppe aziende “predicano bene ma razzolano male”: il 73% delle aziende ritiene di disporre di politiche adeguate per la tutela dei dati personali, ma il 58% delle aziende dichiara di aver perso dati sensibili negli ultimi due anni. C’è ancora molto da fare: non solo presso Facebook e Google.

Hackerati i dati di iPad con At&t
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Autore: ITespresso
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