La proposta del senatore statunitense Orrin Hatch: distruggere i PC che scaricano illegalmente musica da internet

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Scaricate illegalmente musica protetta da copyright una volta, al massimo due, e riceverete una notifica del vostro comportamento illecito. Alla terza volta il vostro computer verrà distrutto

Questa l’idea del repubblicano, presidente del Senate Judiciary Committee, presentata nel corso di una riunione martedì scorso, sul tema dell’abuso del copyright, mentre venivano portate riflessioni sulla frustrazione del Congresso per il fallimento della tecnologia e dell’industria dell’intrattenimento nella protezione del diritto d’autore in un’era digitale. La sorprendente dichiarazione del senatore, che favorirebbe lo sviluppo di una tecnologia per la distruzione da remoto dei computer utilizzati per download illegali, rappresenta una drammatica escalation nel contenzioso eterno sulla pirateria musicale. Nel corso di una discussione sui metodi per fermare gli utenti che si scambiano musica e software attraverso internet, Hatch ha chiesto agli esperti di tecnologia se ci fosse un modo per danneggiare i computer coinvolti in questo scambio illegale. Gli esperti legali hanno risposto che qualsiasi attacco di questo tipo violerebbe le leggi federali sull’anti-hacking. Hatch ha sostenuto che danneggiare i computer dei trasgressori «potrebbe essere l’unico modo per riuscire a insegnare a qualcuno qualcosa sul copyright». «Se si potesse trovare un altro modo evitando di distruggere le macchine, saremmo lieti di esserne informati». Ha aggiunto «Non c’è scusante per nessuno che infranga le leggi sul copyright». Il senatore, compositore egli stesso, ha guadagnato circa 18.00 dollari l’anno scorso, con la propria musica. Il Senatore democratico Patrick Leahy, ha commentato che le misure proposte da Hatch sono troppo drastiche. «I diritti degli autori vanno difesi, ma misure draconiane come quelle suggerite rischiano di creare più problemi di quanti ne risolverebbero». Un portavoce della Recording Industry Association of America (RIAA) ha comunque dichiarato che Hatch ha messo il dito nella piaga: se non si trova un rimedio alle violazioni del copyright «il Congresso potrebbe essere obbligato a prendere in considerazione misure più severe».

Autore: ITespresso
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